Graduatorie Istituto, Azzolina: “Ecco perché non è stato possibile l'aggiornamento”

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Graduatorie Istituto, Azzolina: “Ecco perché non è stato possibile l'aggiornamento”

A seguito dell'approvazione del Decreto Scuola e dei conseguenti nuovi provvedimenti, tra cui lo slittamento dell'aggiornamento delle graduatorie all'anno prossimo, c'è molto malcontento tra i precari. In un'intervista a Orizzonte Scuola, la ministra Lucia Azzolina ha spiegato il perché di queste decisioni.

Aggiornamento Graduatorie: la pandemia e le tempistiche di approvazione

Azzolina inizia subito parlando di “tempi tecnici”:

“Per provincializzare le graduatorie e per digitalizzarle serve un testo che passi il vaglio di tutti gli organi di controllo dello Stato previsti, che sono diversi e con diverse tempistiche per il loro via libera. La pandemia ha reso impossibile questo iter.

Non solo: il sistema informativo, una volta definito, avrebbe bisogno anche di un tempo di collaudo. Non parliamo, come per la mobilità, di prassi consolidate e informatizzate da anni, ma di processi nuovi. Provare in tutti i modi ad avviarli ora, in piena pandemia, avrebbe significato lavorare nell’incertezza, inficiando l’avvio dell’anno scolastico. Non sarebbe stato corretto”.

Un numero di domande troppo elevato per elaborarle dalle scuole in piena emergenza sanitaria

In assenza quindi della possibilità di digitalizzare le graduatorie si sarebbe potuto aggiornarle in modo tradizionale, facendo fare il lavoro manuale alle segreterie.

Ma in piena pandemia, sarebbe stato impossibile elaborare centinaia di migliaia di domande. I numeri infatti sono altissimi:

“l’ultimo aggiornamento per la II e III fascia hanno fatto domanda 653.409 persone, per un totale di 683.292 moduli e di 272.071 inserimenti in seconda fascia e 1.391.931 inserimenti in terza fascia. Quest’anno erano attese oltre un milione di domande. E una parte sostanziale della domanda, come tutti sanno, avviene in modalità cartacea, solo il cosiddetto modello B si fa attualmente on line. Questo avrebbe significato richiamare centinaia di migliaia di persone dentro le scuole.

In un momento complesso come questo e con il rischio contagio che abbiamo. Tutto il Governo oggi è chiamato più che mai a compiere ogni sforzo, ad assumere ogni decisione, anche la più sofferta, avendo chiaro un obiettivo ineludibile: tutelare la salute di tutti i cittadini. Abbiamo lottato per avere la possibilità di lavorare in smart working anche per dirigenti e personale Ata, proprio per limitare le presenze nelle scuole. Non è possibile nemmeno immaginare di mettere a rischio la salute e persino la vita stessa di nessuno di loro, in una fase così delicata”.

Perché non è possibile confermare tutti i supplenti che stanno lavorando quest'anno

Questa ipotesi non tiene conto minimamente del naturale svolgimento delle operazioni di mobilità, delle utilizzazioni, delle assegnazioni provvisorie e, in primo luogo, degli organici delle singole scuole, correlati al numero di iscrizioni degli alunni. “Penso – afferma Azzolina - che abbiamo fatto una scelta seria, sofferta, ma di buon senso viste le condizioni in cui operiamo”.

Inserimenti consentiti solo per i nuovi abilitati e per chi ha il titolo su sostegno

Ci sarà una fascia aggiuntiva alla seconda per chi nel frattempo si abilita, per i laureati in Scienze della formazione primaria e in possesso di altre abilitazioni. Per questo c'è già il decreto in preparazione:

“inseriremo il titolo di specializzazione sul sostegno dei soggetti già inseriti in II fascia e predisporremo un elenco provinciale dei soggetti specializzati sul sostegno, ma privi di abilitazione, da cui attingere in subordine agli specializzati abilitati. Questa parte sarà informatizzata, ma sarà più semplice farlo perché è meno complessa e riguarda una platea molto più piccola rispetto a quella totale potenzialmente interessata”.

Leggi l'intervista completa su Orizzonte Scuola



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