La novità che nessuno si aspettava: nasce la certificazione di greco antico

certificazione di greco antico

Il greco antico ha finalmente la sua certificazione: A1, A2 e B1 come per le lingue moderne. La Lombardia lancia una prima assoluta: competenze certificate nelle lingue classiche, con livelli riconoscibili e standard condivisi.

C'è una notizia che farà spalancare gli occhi a chiunque abbia mai sudato freddo su una versione di Tucidide alle undici di sera. Una notizia che i professori di greco al liceo classico stanno già stampando e incorniciando. Una notizia che, diciamolo, nessuno — ma proprio nessuno — aveva messo nel bingo delle riforme scolastiche del 2025.

Il greco antico ha adesso una certificazione ufficiale.Con tanto di livelli A1, A2 e B1. Come l'inglese. Come il francese. Come lo spagnolo. Come — sì — tutte quelle lingue che si parlano ancora.

Ma quindi… si certifica una lingua morta?

Prima che qualcuno faccia la battuta: il greco antico non è "morto", è solo in pensione anticipata da circa sedici secoli. E anche da pensionato, continua a lavorare più di molti altri: alimenta la medicina, il diritto, la filosofia, la letteratura e — se ci pensate — gran parte delle parole complicate che usate per sembrare intelligenti alle cene.

Il progetto nasce dalla collaborazione tra l'Ufficio Scolastico Regionale della Lombardia, l'Università Cattolica di Milano, l'Università degli Studi di Milano, l'Università di Pavia e la rete dei licei classici lombardi, coordinata dal liceo Sarpi di Bergamo — istituto evidentemente convinto che "troppo" sia un concetto relativo.

Il modello è quello delle certificazioni linguistiche moderne: tre livelli con sillabi e lessici pubblicati sul sito dell'USR Lombardia. Le prove si sono svolte il 6 maggio per A1 e A2 (nei laboratori informatici delle scuole aderenti) e il 7 maggio per il B1, all'Università Cattolica di Milano.

I tre livelli in breve

A1 —Lessico base, forme nominali, prime strutture sintattiche. Il livello "so chi era Zeus".

A2 —Morfologia verbale, connettivi, testi narrativi semplici. Il livello "riconosco un participio (la maggior parte delle volte)".

B1 —Analisi testuale, interpretazione storica e culturale, autori originali. Il livello "ho letto Omero e mi è piaciuto, davvero".

Non è un'idea nata ieri (o ieri l'altro)

Il progetto ha radici nelle rilevazioni annuali delle competenze linguistiche avviate in Lombardia nel 2018 e si appoggia su un'esperienza già rodata: la certificazione di latino, attiva nella regione dal 2016, conta nell'anno scolastico 2025/26 oltre 2.000 studenti coinvolti. Il greco era il passo successivo naturale — o almeno, così naturale come può essere certificare una lingua che non si parla da millenni.

In ogni caso: c'è. Ed è ufficiale.

Perché è una buona notizia (sul serio)

Al di là dell'ironia affettuosa, l'iniziativa ha un valore concreto che vale la pena sottolineare. Per gli studenti, la certificazione potrà essere inserita nel curriculum ufficiale — parte del percorso scolastico e dell'esame di maturità — e rappresenta un elemento tangibile per chi si orienta verso le facoltà umanistiche. Finalmente, anni di declinazioni e subordinate infinitive hanno una forma riconoscibile al di fuori del registro dei voti.

Per i docenti, il valore è forse ancora maggiore: uno strumento per rinnovare la didattica. L'obiettivo dichiarato dell'USR è sviluppare competenze trasversali reali — analisi linguistica, interpretazione dei testi, pensiero critico, consapevolezza storica — attraverso standard condivisi e verificabili.

In altre parole: non più solo "traduzione e versione", ma una visione più ampia di cosa voglia dire conoscere una lingua. Anche se quella lingua ha duemilacinquecento anni.

"Rendere trasparenti, comparabili e riconoscibili le competenze degli studenti anche in una lingua antica."
— USR Lombardia

E ora?

È presto per sapere se il modello lombardo diventerà un riferimento nazionale. Ma se la sperimentazione darà i frutti sperati, potremmo trovarci — nel giro di qualche anno — con una certificazione di greco antico riconosciuta in tutta Italia. Il che significa che un futuro studente potrebbe scrivere sul proprio CV, accanto a "Cambridge B2" e "DELF B1", anche "Greco antico A2".

È una riga che, diciamocelo, merita rispetto.


NEWSLETTER
Resta sempre aggiornato
02 400 31 245