Arrestato il padre che aggredì il vicepreside a Foggia

di: Redazione - 16/02/2018
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Arrestato il padre che aggredì il vicepreside a Foggia

Gli agenti di polizia hanno arrestato il presunto responsabile dell'aggressione al vicepreside della scuola media 'Murialdo' di Foggia avvenuta all'interno dell'istituto scolastico il 10 febbraio scorso.

L'uomo, con precedenti penali, di 38 anni, dovrà rispondere di violenza e minaccia a pubblico ufficiale e lesioni gravi.

L'aggressione - Il vicepreside venne aggredito, riportando lesioni guaribili in 30 giorni, dal genitore di un alunno che il docente aveva rimproverato il giorno prima. L'uomo si sarebbe scagliato contro il professor Pasquale Diana, colpendolo, tra l'altro, con un pugno al volto. Il docente ha subito traumi all'addome e al volto. Sabato scorso il genitore dell'alunno si è recato a scuola in orario di ingresso delle classi, e, eludendo la vigilanza dei collaboratori scolastici, si sarebbe scagliato contro il vicepreside dell'istituto. "Non è  stato richiesto alcun colloquio, né c'è stata possibilità di dialogo con il genitore, il quale, - viene spiegato in una nota della comunità dell'istituto scolastico - senza chiedere spiegazioni di sorta, come riportato nelle numerose testimonianze depositate in Questura, si è avventato sul professore".

La condanna della violenza - Così la Ministra dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Valeria Fedeli, si è espressa sul grave episodio di violenza: “Quelli di Foggia sono fatti gravi. La violenza fisica o verbale non è mai tollerabile. E lo è ancor meno quando si verifica all’interno di una scuola. Il luogo dove alle nostre ragazze e ai nostri ragazzi dobbiamo insegnare il rispetto dell’altro, la convivenza civile. Tutti temi su cui la comunità educante sta facendo sforzi enormi. Le famiglie sono una parte importante di questo lavoro educativo e sconvolge pensare che un genitore possa entrare in una scuola e compiere atti simili. Sono fatti che danneggiano profondamente il rapporto scuola-famiglia, che interrompono bruscamente la corresponsabilità educativa e che vanno condannati con forza”. La Ministra ha inoltre contattato l’insegnante per manifestare la propria vicinanza e quella del Ministero.

“In questi mesi abbiamo lavorato per rimettere al centro l’alleanza educativa fra scuola e famiglie e rilanciare la figura dell’insegnante. Sono temi urgenti. Che non vanno sottovalutati. Questi episodi ne sono un’ulteriore conferma. Abbiamo cominciato un lavoro che va portato avanti con convinzione. Per troppo tempo il dibattito sulla scuola ha lasciato ai margini i temi educativi, la centralità della funzione delle docenti e dei docenti in una società complessa dove la scuola, oggi più che mai, può e deve essere punto di riferimento per le nostre ragazze e i nostri ragazzi. Attaccare la scuola, cercare di toglierle dignità o valore, significa fare un danno al Paese. Per questo condanniamo quanto accaduto a Foggia e continueremo a lavorare per rimettere la scuola al centro del processo di crescita civile dell’Italia”, conclude Fedeli.


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