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Nelle scuole di Roma mancano 7 mila docenti, i presidi: "Situazione preoccupante"

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Nelle scuole di Roma mancano 7 mila docenti, i presidi: "Situazione preoccupante"

Oggi le scuole del Lazio hanno riaperto con 7mila lavoratori assenti: docenti, ma anche collaboratori e assistenti amministrativi costretti a casa dalla variante Omicron, in quarantena o non vaccinati e quindi sospesi dall'incarico. 

È un numero altissimo, "ma solo parziale" , dicono i presidi, che si aspettano ulteriori defezioni, "anche il mattino stesso, in particolare da parte dei pendolari che arrivano da fuori Roma e dalla Campania".

Le difficoltà delle scuole, tra Dad e cattedre scoperte

Come scrive La Repubblica, da un lato "c'è la didattica a distanza, da attivare per i 25mila studenti positivi o in quarantena e per quelli dei Comuni del viterbese e del frusinate che hanno scelto di aspettare a riaprire. Dall'altro le classi vuote, i piani scoperti, le segreterie in sofferenza per i 7mila - e forse più - lavoratori assenti".

Ad esempio, all'istituto comprensivo Francesca Morvillo si riparte con 20 tra prof, bidelli e personale di segreteria in meno. Sei gli assenti al Pasteur, dove un'enorme macchina si è messa in moto per garantire la dad a quasi 100 studenti positivi o in quarantena. E ancora: 8 assenti all'Ic Stefanelli, 7 all'Ic Poseidone, "tra i 10 e i 15" al liceo Newton, quantifica la dirigente Cristina Costarelli, che è anche presidente dell'Associazione nazionale presidi del Lazio.

Convocazioni supplenti da graduatorie e messa a disposizione


Omicron non risparmia certo i licei storici della Capitale. Al Mamiani non ci saranno "tre docenti, un assistente amministrativo e due collaboratori scolastici", spiega la dirigente, Tiziana Sallusti, che si dice "preoccupatissima" per le "tante classi scoperte". E a non molto stanno portando le ore al telefono per tentare di accaparrarsi un supplente: "Stiamo cercando docenti e personale di segreteria per un periodo di due settimane e nessuno accetta. Ne chiamiamo cento alla volta e siamo già alla terza convocazione". Per questo se le convocazioni da graduatorie non vanno a buon fine, molto più spesso si riesce a trovare supplenti (anche laureandi o senza il possesso del titolo di studio appropriato) tramite messa a disposizione.

Ma niente: tra chi è a casa contagiato, chi ha paura di Omicron e chi è vaccinato, i sostituti sono merce rara. Se non addirittura impossibile da trovare. E quando ci sono ore di buco, ma queste rimangono scoperte, le riduzioni orarie - ingressi posticipati, uscite anticipate - diventano inevitabili e si trascinano dietro enormi disagi per le famiglie.

"Con questi numeri non sono sicura di poter garantire tutte le ore di insegnamento", ammette a Repubblica Maria Grazia Lancellotti, preside del liceo Orazio, che pertanto non esclude "riduzioni orarie". Vorrebbe scongiurarle anche Pasqualina Mirarchi dell'Ic Regina Elena, che però spera " di poter fare il massimo ".

"È per questo che, prima di lanciare un appello al governo per chiedere due settimane di dad, abbiamo proposto alla Regione uno screening a tappeto", spiega Rosamaria Lauricella, preside dell'Ic Valente, dove gli assenti tra il personale domani saranno 17: 12 prof e 5 collaboratori. La stessa proposta l'aveva fatta, dall'Amaldi, la dirigente Maria Rosaria Autiero: "Non è la scuola il luogo di diffusione del virus, se si applicano le regole. Cosa che non è avvenuta tra le famiglie a Natale".


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