Rinuncia a supplenza o abbandono di cattedra: ecco le conseguenze

di: Lucio Petrone - 14/11/2018
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Rinuncia a supplenza o abbandono di cattedra: ecco le conseguenze

A volte può capitare, per i casi più disparati, di dover abbandonare una supplenza già assegnata o di dover rifiutare un incarico. Ma quali sono le conseguenze di questi comportamenti per gli insegnanti precari? Vediamole.

Il decreto ministeriale del 13 giugno 2007

A disciplinare la casistica è il DM del 13 giugno 2007, nello specifico con l'articolo 8. Per scaricare la legge clicca QUI.

A. Supplenze conferite sulla base delle GAE

1. la rinuncia ad una proposta di assunzione o l’assenza alla convocazione non consentono di avere altre supplenze dalle GAE per la stessa materia;

2. se si accetta il servizio e poi non ci si presenta a lavoro, si perde la possibilità di avere supplenze sia da GAE sia dalle graduatorie di circolo e di istituto per la stessa materia;

3. se si abbandona il servizio non si possono conseguire supplenze da GAE, da graduatorie di circolo o istituto, per tutte le graduatorie di insegnamento;

B. Supplenze conferite in base alle graduatorie di circolo o di istituto

1. la rinuncia ad una proposta contrattuale o alla sua proroga o conferma ripetuta per due volte nella stessa scuola comporta – solo per gli aspiranti totalmente inoccupati al momento dell’offerta di supplenza - la collocazione in coda alla relativa graduatoria di terza fascia;

2. la mancata assunzione di servizio dopo l’accettazione comporta la perdita della possibilità di conseguire supplenze per la stessa materia in tutte le scuole in cui si è inclusi nelle relative graduatorie;

3. l’abbandono del servizio comporta la perdita della possibilità di conseguire supplenze, conferite sulla base delle graduatorie di circolo e di istituto, per tutte le graduatorie di insegnamento;

C. Supplenze brevi sino a 10 giorni nella scuola dell’infanzia e primaria

1. la mancata accettazione di una proposta di assunzione comporta la cancellazione dell’aspirante docente, relativamente alla scuola interessata, dall’elenco di coloro che devono essere interpellati con priorità per tali tipologie di supplenze.

Tale sanzione si applica solo agli aspiranti che abbiano esplicitamente richiesto l’attribuzione di tale tipologie di supplenze e che, all’atto dell’interpello, risultino non titolari di altro rapporto di supplenza o di non aver già fornito accettazione per altra proposta di assunzione; per gli aspiranti parzialmente occupati aventi titolo al completamento d’orario, la rinuncia non dà luogo ad alcuna sanzione;

2. la mancata assunzione in servizio dopo l’accettazione comporta la stessa sanzione di cui al precedente punto b/2;

3. l’abbandono della supplenza comporta la stessa sanzione di cui al punto b/3.

Specifiche aggiuntive

Il personale che non è già in servizio per supplenze di durata sino al termine delle lezioni od oltre può (nel periodo dell’anno scolastico che va fino al 30 di aprile) cessare anticipatamente il proprio rapporto di lavoro per accettarne un altro di durata sino al termine delle lezioni o oltre.

Il personale in servizio per supplenza conferita sulla base delle graduatorie di istituto ha comunque facoltà di lasciare tale supplenza per accettarne altra attribuita sulla base delle graduatorie ad esaurimento.

Quando non si applicano le sanzioni

Le sanzioni non si applicano o vengono revocate se i previsti comportamenti sanzionabili sono dovuti a giustificati motivi suffragati da obiettiva documentazione da far pervenire alla scuola.


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