Insegnante di sostegno con la messa a disposizione

di: redazione - 20/02/2018
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Insegnante di sostegno con la messa a disposizione

Nelle scuole italiane persiste il problema della carenza di insegnanti di sostegno: nei giorni scorsi a Mestre durante un convegno della Cisl sulla scuola sono stati resi noti i dati sul numero di alunni, dirigenti scolastici, supplenti docenti e ATA.

Veneziatoday riporta che su 605 istituti scolastici, 31 sono sottodimensionati, e 216 sono diretti da un preside reggente.

In Veneto, nelle nomine per l’a.s. 2017/18 sono rimasti vacanti ben 2.811 posti di cui 1.558 di sostegno.

Alla luce di questa consistente carenza di insegnanti, molti aspiranti docenti stanno inviando in questi giorni la propria messa a disposizione (MAD), ovvero la disponibilità a ruoli di supplenza, per chi non è iscritto nelle graduatorie.

Chi invece è già iscritto, con la MAD può aumentare le sue possibilità di essere contattato da parte degli istituti scolastici per insegnare o svolgere servizio come personale ATA.

Il servizio di invio della domanda di messa a disposizione consente, grazie ad una procedura guidata, la compilazione della domanda e l’invio della stessa a tutte le scuole di una o più province.

Il costo per la redazione della domanda e l’invio a tutte le scuole di una provincia è di 19 euro ed è possibile inviare la domanda a più province contemporaneamente.

Negli ultimi anni, vista la carenza in alcune province di docenti in possesso dell’abilitazione per il sostegno, i dirigenti scolastici si sono visti costretti ad assegnare le cattedre anche a docenti di terza fascia, privi del titolo prescritto per tale insegnamento.

Pertanto è possibile inviare la propria messa a disposizione rendendosi disponibile anche per il sostegno, perché vista la carenza di docenti c’è la possibilità di essere contattati dalle scuole.

In attesa di reperire personale con il corso di specializzazione ad hoc citato nel decreto 66/2017 del Miur, gli istituti scolastici valutano molto positivamente il conseguimento di altri master e corsi di perfezionamento inerenti.

Questa positiva valutazione è riportata sul modello di richiesta per le iscrizioni in graduatoria di II fascia 2017-2020, nella sezione C punto D.8, e valutato fino a 3 punti: “Attestato di frequenza di corsi di perfezionamento universitario di durata annuale, con esame finale, coerente con gli insegnamenti ai quali si riferisce la graduatoria ovvero inerente i BES (Bisogni Educativi Speciali)”.

Conseguire un Master sui Bisogni Educativi Speciali (BES) è valutato a livello curricolare dai dirigenti scolastici, oltre a fornire 3 punti per la seconda e terza fascia, e 1 punto per i docenti di ruolo che vogliono acquisire punteggio ai fini della mobilità e trasferimento.

Non perdere l’occasione e aumenta le possibilità di essere contattato dai dirigenti scolastici, inviando la domanda di messa a disposizione o specializzandoti con un master.

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