Lezioni in inglese alle elementari a rischio: ecco le scuole di Milano dove mancano gli insegnanti

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Lezioni in inglese alle elementari a rischio: ecco le scuole di Milano dove mancano gli insegnanti

Lo studio della lingua inglese alle elementari è sempre più importante: a dimostrarlo anche il progetto Bei (Bilingual Education Italy), che è partito nel 2010 come sperimentazione in sei scuole pubbliche lombarde grazie alla collaborazione con il British Council (che aveva formato gli insegnanti), ed è proseguito dal 2015 ma portato avanti dalle scuole con sempre maggiori difficoltà nel reperire insegnanti formati.

Il progetto Bei: come funziona

Si tratta di sei ore settimanali di lezioni in inglese sin dalla prima elementare che diventano 7 dalla terza, non solo come lingua straniera, ma anche per l'insegnamento di altre discipline (metodologia CLIL).

"I benefici sono enormi e si vedono anche negli anni successivi alla scuola elementare" spiega al quotidiano La Repubblica Antonella Montarelli, docente dell'istituto comprensivo Diaz (con il Ciresola rappresenta la "quota milanese" del progetto), che ha partecipato sin dall'inizio: "Oltre ad acquisire una competenza linguistica importante, i bambini acquistano self confidence, sono consapevoli di avere a disposizione uno strumento in più per comunicare in ogni situazione e non sono intimoriti neanche davanti a chi parla lingue diverse. Gli studenti, inoltre, sono chiamati ad attivare stili di apprendimento diversi e questo amplia il loro orizzonte mentale aumentando le capacità di problem solving, che utilizzano anche in altre materia".

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Inglese alle elementari: perché non si trovano gli insegnanti

All'inizio della sperimentazione le materie in inglese dovevano essere scienze e geografia (oltre a inglese come seconda lingua, ovviamente): al Ciresola sono ancora questi, al Diaz si è introdotta più flessibilità che ha portato all'eliminazione di geografia e all'introduzione di arte, musica e tecnologia.

Negli anni il progetto ha preso piede e sempre più genitori chiedono di iscrivere i propri figli nei due istituti, ma purtroppo il gruppo di insegnanti formati inizialmente si è progressivamente ridotto per vari motivi: pensionamenti, trasferimenti e scarsità di nuovi insegnanti che hanno le capacità e l'intenzione di accettare questo tipo di impostazione, che richiede competenze importanti.

La scelta infatti di proseguire questo progetto in lingua inglese si rifà alla singola volontà dei docenti, che sta scarseggiando sempre più.

Per questi motivi, in queste scuole le difficoltà a reperire organico sono ormai forti: si arriva ad agosto e settembre, quindi all'assegnazione dei supplenti, per verificare se siano disponibili a insegnare in inglese.

Se non cambia nulla, al Ciresola con molta probabilità il prossimo anno non si rilancerà: le future classi prime non potranno iniziare il progetto Bei né il Plai (che prevede 4 ore in inglese). "Per 20 classi Bei e 8 Plai oggi abbiamo 7 docenti disponibili a insegnare in inglese, ma una andrà in pensione e una è un'assegnazione provvisoria - spiega la preside Anna Polliani - con questi numeri avremo difficoltà a organizzare il proseguimento del percorso per le altre classi, anche con il supporto dell'Ufficio scolastico che negli anni c'è stato: lo garantiremo in ogni caso, ma non mi sento di illudere le famiglie sull'attivazione delle nuove prime".

La mobilitazione dei genitori per reperire nuovi docenti di inglese

I genitori degli aspiranti studenti (molti con altri figli al Ciresola e decisamente soddisfatti dal progetto) si sono attivati per richiedere provvedimenti.

"Non stiamo a spiegare a voi di quale eccellenza stiamo parlando - hanno scritto in una lettere indirizzata all'Ufficio scolastico regionale e al Provveditorato - non intendiamo attendere supinamente che il nostro destino si compia e scoprire ad agosto che effettivamente non si sono trovati gli insegnanti". Da qui la richiesta di "attivare tutti gli strumenti in vostro possesso" per far sì che la scuola abbia il personale necessario a portare avanti il progetto, ritenuto un'eccellenza della scuola pubblica.

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