Concorso 2018, sentenza Tar: i dottori di ricerca ammessi ai concorsi riservati Fit

di: Redazione - 27/03/2018
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Concorso 2018, sentenza Tar: i dottori di ricerca ammessi ai concorsi riservati Fit

I dottori di ricerca sono stati ammessi al concorso riservato per il Fit.

L’ultima sentenza del Tar del Lazio arriva il 26 marzo, il giorno in cui scade il termine per presentare la domanda al prossimo concorso per docenti abilitati e apre le porte ad un principio destinato a far discutere: cioè che il titolo del dottorato sia in qualche modo assimilabile a quello dell’abilitazione all’insegnamento.

A riportare la notizia è IlFattoQuotidiano.it: “Per il momento riguarda solo 500 persone, ma se il ricorso creasse un precedente sarebbero guai seri per il Ministero: vacillerebbe l’intera fase transitoria, che col numero di candidati dilatato non sarebbe più sostenibile”.

La fase transitoria del Fit – Il Fit, il percorso di Formazione iniziale e tirocinio che condurrà al posto a tempo indeterminato, inizierà con una fase transitoria, riservata ai docenti in possesso dell'abilitazione che non sono riusciti a superare gli ultimi due concorsi (2013 e 2016): loro saranno tutti assunti, prima o dopo a seconda della posizione conquistata in graduatoria (non c’è sbarramento).

I dottori di ricerca – In questo canale preferenziale non erano stati compresi i dottori di ricerca. Come del resto anche nell’ultimo concorsone: il Ministero ha riconosciuto al dottorato un punteggio molto alto, ma non il valore abilitante che è il requisito d’accesso a tutte le procedure, nonostante le rivendicazioni delle associazioni di categoria, l’equiparazione tra abilitazione e Ph.D. è sempre stata negata categoricamente dal Miur. I giudici, però, non sembrano esserne così certi.

La sentenza del Tar - Il dispositivo del Tar ritiene “fondati” i presupposti e stabilisce che il “Miur adotti tutte le misure necessarie ad assicurare la presentazione delle domande e ad ammettere la parte ricorrente a partecipare alla citata prova concorsuale”. Un bel problema, dal momento che i non abilitati non possono neanche accedere al portale di iscrizione e ieri è scaduto il termine di presentazione delle domande.

I primi ammessi (circa 500) hanno la caratteristica di essere anche iscritti nella terza fascia delle graduatorie d’istituto e aver fatto supplenze. È questo uno dei cardini del ricorso: abilitazione e dottorato sono due titoli effettivamente diversi, ma i percorsi (entrambi universitari e basati sull’acquisizione di crediti formativi) possono essere equiparati; il dottorato contiene tutta la parte di lezioni nozionistiche, mentre quella pedagogica e di tirocinio è sostituita dall’esperienza sul campo.

“Il percorso è ancora lungo, ma questi pronunciamenti sembrano aprire un nuovo fronte: noi crediamo che il dottorato sia un titolo apicale e meriti di essere valorizzato”, spiegano gli avvocati Santi Delia e Michele Bonetti, che curano il ricorso. “È anche una questione sociale: questi giovani rappresentano l’eccellenza universitaria, ma non potranno mai fare carriera in campo accademico in un sistema così bloccato. Almeno diamo loro uno sbocco nella scuola”.

Per il concorsone 2016 le udienze sono in calendario in autunno e lì si comincerà a capire l’orientamento dei giudici. Intanto centinaia di dottori di ricerca parteciperanno anche al Fit, e magari ne seguiranno altri.

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