L'abolizione della chiamata diretta non vieta la messa a disposizione

di: Redazione - 29/06/2018
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L'abolizione della chiamata diretta non vieta la messa a disposizione

Con l'accordo sindacale, siglato questo martedì presso gli Uffici del MIUR, già dal prossimo anno scolastico si elimina, così come preannunciato in questi giorni, l'istituto della cosiddetta chiamata diretta dei docenti. In attesa dell'intervento legislativo di definitiva abrogazione, che è mia intenzione proporre nel primo provvedimento utile, con l'accordo sindacale di oggi si dà attuazione a una precisa previsione del contratto del governo del cambiamento, sostituendo la chiamata diretta, connotata da eccessiva discrezionalità e da profili di inefficienza, con criteri trasparenti e obiettivi di mobilità ed assegnazione dei docenti dagli uffici territoriali agli istituti scolastici”, così si è espresso il Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Marco Bussetti.

Molti aspiranti docenti, leggendo queste parole, si sono allarmanti pensando che la chiamata diretta sia la convocazione che i docenti fanno a seguito dell'invio della domanda di messa a disposizione. Non è così, vediamo cos'è esattamente la chiamata diretta.

Cos'è la chiamata diretta: differenze con la messa a disposizione

La convocazione tramite messa a disposizione avviene quando sono esauriti i nominativi in graduatoria, e a quel punto si procede alla convocazione tramite messa a disposizione.

La chiamata diretta avviene quando il preside chiama un docente arbitrariamente, anche se in graduatoria per quella materia e in quella scuola ce ne sono numerosi. Con la chiamata diretta il preside può convocare un docente anche senza rispettare la graduatoria; con la chiamata tramite messa a disposizione si procede al termine delle convocazioni della terza fascia.

La chiamata diretta faceva parte della legge 107 del 13 luglio 2015, la cosiddetta legge sulla “Buona Scuola”.

Con l'abolizione della chiamata diretta, si procederà ad assegnare le sedi ai docenti mediante graduatoria utilizzando i punteggi delle domande di trasferimento (e non più in modo discrezionale).

La nuova procedura prevede due fasi:

  • copertura dei posti disponibili prioritariamente con personale che ha ottenuto la mobilità su ambito con una delle precedenze previste dall'art. 13 del CCNI sulla mobilità;

  • copertura dei posti residuati col restante personale, secondo il punteggio di mobilità. Quest’ultimo personale, nella presentazione della domanda, che avviene tramite l’apposita sezione di Istanze Online, indicherà la scuola da cui partire. Nel caso di mancata indicazione sarà considerata la scuola capofila dell’ambito.
    Successivamente saranno effettuate le operazioni per l’assegnazione della sede per il personale neo immesso in ruolo.
    Anche in questo caso si seguirà il punteggio di graduatoria. I vincitori di concorso ordinario precederanno i docenti provenienti dalle graduatorie ad esaurimento.
    L’assegnazione della sede di incarico avverrà contestualmente all’assegnazione dell’ambito di titolarità.

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