Anief proclama lo sciopero scuola per l'11 settembre

di: Redazione - 29/08/2018
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Anief proclama lo sciopero scuola per l'11 settembre

A causa dell'approvazione del decreto Dignità e Milleproroghe, il sindacato Anief ha proclamato il sesto sciopero del 2018, che si svolgerà martedì 11 settembre e coinvolgerà tutto il personale docente, Ata ed educativo, a tempo indeterminato e determinato, delle istituzioni scolastiche ed educative statali e comunali (comprese materne e nidi).

Sciopero scuola 11 settembre 2018

"La data non è casuale - spiega una nota il sindacato Anief - perché quel giorno riprenderà le attività alla Camera dei Deputati, che deve confermare anche l'emendamento Liberi e Uguali salva-precari approvato venerdì scorso dal Senato".

Anief chiede poi di cancellare "gli scempi della Buona Scuola, la legge voluta dal governo Renzi che l'attuale governo ha solo scalfito, andando a cancellare la chiamata diretta, ma lasciando in vita il bonus merito che divide i docenti e dimentica gli altri lavoratori, l'alternanza scuola-lavoro che sfrutta gli studenti delle superiori, un obbligo formativo che fa acqua da tutte le parti, per non parlare dei goffi tentativi di riforma del sostegno e della scuola fino a 6 anni, oltre alle tante altre norme dannose".

Le motivazioni dello sciopero sono diverse, e riguardano una serie di mancanze e diritti lesi dei lavoratori, come ad esempio:

  • stipendi più bassi dell'area Ocse, di 10mila euro sotto la media Ue;
  • trasformazione delle graduatorie permanenti in esaurimento con la legge 296/2006, da cui sono derivati molti problemi per la stabilizzazione di centinaia di migliaia di precari.

Per i docenti, Ata ed educatori non ancora di ruolo, Anief chiede la necessità di assumere a tempo indeterminato, nel rispetto della normativa europea, con particolare riferimento alla Direttiva del Consiglio Ue del 28 giugno 1999/70/Ce e alla sentenza Mascolo della Corte di Giustizia europea del 26 novembre 2014: ciò dovrebbe valere per tutti i precari della scuola che hanno prestato servizio con contratti a tempo determinato per almeno 36 mesi su posti vacanti e disponibili.

Infine, si chiede di cancellare il ricorso allo strumento dell'invarianza finanziaria che blocca lo stipendio dei neoassunti al livello minimo per i primi otto anni di carriera.

"Docenti e Ata sanno bene che il momento è cruciale per le sorti della scuola - spiega Marcello Pacifico (Anief-Cisal) - a metà settembre, infatti, si decideranno le sorti di 160 mila maestri del primo ciclo e di tutti gli abilitati che attendono di essere assunti dopo avere assolto alle richieste che lo Stato ha fatto loro: le GaE, da riaprire, sono un passaggio decisivo verso la loro stabilizzazione progressiva e uno stato di equilibrio di tutto il sistema scolastico".

"Come sindacato, rimaniamo convinti che non vi possano essere dei ripensamenti su una questione, la riapertura delle GaE, come nel 2008 e nel 2012, che ha visto anche l'opposizione vigile e attiva. Da affrontare anche i problemi del rinnovo del contratto, a partire dal nodo-stipendi sino alle tante questioni normative irrisolte, il reclutamento automatico di tutti gli abilitati con oltre 36 mesi, la 'Buona Scuola' da smontare, gli scatti automatici per i precari, il calcolo intero del servizio pre-ruolo, il ripristino del primo gradone. Questi, ma la lista è più lunga, sono i problemi veri da affrontare. Quello che è accaduto al governo Renzi, che ha tirato dritto infischiandosene delle istanze della scuola, dovrebbe essere un monito importante".

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