Scuole in SOS: le cattedre sono vuote, ma i docenti non rispondono agli interpelli

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Il mondo delle supplenze scolastiche ha cambiato volto. Se fino a poco tempo fa il docente precario poteva limitarsi a inviare a pioggia la propria "Messa a Disposizione" (MAD) sperando in una chiamata, oggi le regole del gioco sono diverse. Con l'introduzione degli Interpelli, il sistema si è ribaltato: non è più l'aspirante a proporsi, ma la scuola a lanciare un vero e proprio "SOS" pubblico.

Ignorare questi avvisi oggi è un rischio che chi vuole lavorare nella scuola non può più permettersi. Le segreterie sono allo stremo e le graduatorie (GPS e d'istituto) sono sempre più spesso deserte.

Che cos'è l'Interpello e perché è diventato fondamentale

L'interpello è la procedura di reclutamento che scatta quando le graduatorie provinciali e d'istituto sono ufficialmente esaurite. A differenza della vecchia MAD, che rimaneva silente nei database delle scuole, l'interpello è un avviso pubblico con scadenza rapida (spesso poche ore o giorni).

Per chi aspira a una cattedra, monitorare questi avvisi è diventato l'unico modo reale per "saltare la fila" legalmente, accedendo a posti che altrimenti resterebbero scoperti. Chi non risponde a queste chiamate, semplicemente, scompare dai radar del sistema scolastico proprio nel momento di massima necessità.

Il caso Brescia: 100 "chiamate d'emergenza" dopo Natale

La situazione di emergenza è fotografata perfettamente da quanto accaduto in Lombardia. Al rientro dalle vacanze di Natale, a Brescia, è scattato un vero e proprio allarme supplenti. Secondo i dati riportati dai dirigenti e dall'Ufficio Scolastico Territoriale, sono stati emanati oltre cento interpelli per chiudere i "buchi" nelle cattedre, con una decina di avvisi pubblicati persino durante i giorni di festa.

La crisi colpisce duramente le scuole primarie, ma non risparmia le medie e il sostegno. La dirigente Simonetta Tebaldini del liceo Castelli ha evidenziato una realtà preoccupante: persino per materie letterarie come Italiano gli elenchi sono vuoti, mentre per discipline tecniche e matematiche la scuola sembra aver perso ogni "appeal". Il turnover causato dalle ultime immissioni in ruolo del concorso PNRR ha creato un vuoto che le graduatorie ordinarie non riescono a colmare, costringendo i presidi a una ricerca frenetica di personale attraverso ogni canale disponibile.

Perché le scuole lanciano l'SOS

Il grido d'aiuto dei presidi è unanime: i tempi della burocrazia e dei concorsi non coincidono con quelli della didattica. Quando un docente vince un concorso e si sposta a metà anno, la classe rimane scoperta. Se le graduatorie sono vuote, l'interpello rimane l'ultima spiaggia. Ma c'è un problema: spesso, pur essendoci potenziali candidati, questi non rispondono o non monitorano costantemente i siti istituzionali, perdendo l'occasione di ottenere una supplenza anche lunga.


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Monitorare manualmente i siti di centinaia di scuole e degli uffici scolastici provinciali è un’impresa quasi impossibile. Ogni scuola pubblica l'avviso sul proprio albo pretorio e le scadenze sono spesso brevissime (24/48 ore). Il rischio di vedere il "treno giusto" passare e non accorgersene è altissimo.

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  • Velocità di Risposta: In un sistema dove la "veloce disponibilità" è spesso un criterio di selezione, essere i primi a rispondere fa la differenza tra restare a casa o entrare in classe. Ricevere l'alert ti permette di inviare la candidatura pochi minuti dopo la pubblicazione della scuola.

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