Riforma reclutamento docenti e 60 CFU da conseguire: quello che c'è da sapere

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Riforma reclutamento docenti e 60 CFU da conseguire: quello che c'è da sapere

Riforma reclutamento e 60 CFU: c'è molta attesa e apprensione intorno a questi crediti che sono richiesti per diventare insegnanti in base alla nuova procedura di reclutamento, ovvero il decreto 36/2022, molto contestato da sindacati e tanti docenti.

Al momento, però, non c'è niente di definitivo: infatti il decreto deve essere ancora convertito in legge, e prima di questo momento bisogna vedere quali e quanti emendamenti verranno approvati. Tutto dunque potrebbe ancora cambiare.

La legge prevede attualmente che il sistema di reclutamento sia strutturato in 3 passaggi:

- percorso abilitante di formazione iniziale di 60 CFU/CFA, concluso da prova scritta e prova orale con lezione simulata;

- concorso pubblico nazionale, indetto su base regionale o interregionale con prova scritta, orale e valutazione dei titoli;

- un periodo di prova in servizio di durata annuale con test finale e valutazione conclusiva.

Tutto quello che c'è sul piatto quindi potrebbe venire modificato, non c'è dunque nessun tipo di certezza, al momento, su quale sarà la procedura effettiva per diventare insegnanti o i crediti necessari da conseguire. Vediamo però quali sono gli scenari più probabili.

Bianchi e i 60 CFU: potrebbero essere conseguiti tramite un master abilitante

Nel testo di legge che aveva proposto il ministro, era prevista una drastica riduzione dei famigerati 60 CFU. Poi però, riferisce Bianchi, “tutte le società scientifiche, i matematici, i fisici, l’Accademia dei Licei, tutti ci hanno detto che nella magistrale disciplinare non si può togliere neanche un credito alla disciplina, ma soprattutto tutti ci hanno detto che non si possono sostituire crediti disciplinari con crediti pedagogico-didattici per chi voglia fare l’insegnante”.

In sostanza, non si possono andare a togliere discipline di indirizzo per sostituirle con quelle pedagogiche.

Per questo motivo, l'ipotesi più probabile è che bisognerà conseguire un master riconosciuto con valore abilitante, ma con crediti sempre erogati dagli atenei, sottoforma di crediti aggiuntivi.

Che fine faranno i 24 CFU

Ancora non è dato sapere quale sarà la sorte dei 24 CFU. Di certo, non è così scontato che scompaiano, visti i tantissimi insegnanti che hanno dovuto conseguirli.

In questo senso si è espresso ad esempio Roberto Rampi, capogruppo del PD al Senato per la commissione Cultura e Scuola: “I 24 CFU non possono scomparire dopo che abbiamo chiesto alle persone di ottenerli. Mentre il meccanismo di reclutamento va semplificato, potrebbe scoraggiare i ragazzi che vogliono diventare insegnanti”.

Ricordiamo comunque che i 24 CFU rimangono indispensabili per:

  • iscrizione al percorso di TFA sostegno;

  • primo inserimento nelle graduatorie GPS.

Riforma reclutamento: le criticità rilevate dai sindacati

Le sigle sindacali FLC CGIL hanno individuato alcune criticità principali nella riforma del reclutamento, ecco quali sono:

  • la mancanza di misure che garantiscano l’accesso all’abilitazione ai precari con 3 anni di servizio;

  • troppe prove di esame che si ripetono inutilmente: prove di accesso e uscita dei percorsi abilitanti, concorso con prova scritta e orale, e test finale dell’anno di prova e valutazione del dirigente scolastico;

  • modalità di accesso ai percorsi abilitanti, durante la laurea triennale o magistrale, che spingerà gli studenti a iscriversi a università telematiche per conseguire i 60 CFU in maniera facile e veloce.


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