Arriva la figura del “docente esperto”, guadagnerà 400 euro al mese in più degli altri professori. Ma solo tra 10 anni...

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Docente Esperto

Il DL Aiuti Bis era l’ultimo decreto utile di questa legislatura ed è servito per una mossa a sorpresa destinata a cambiare il mondo dei docenti (e a suscitare le solite polemiche). 

Gli esiti completi della riforma si vedranno solamente tra 10 anni, ma è messo nero su bianco il principio per cui chi supererà tre corsi triennali di formazione potrà diventare docente esperto, aumentando il proprio stipendio di 5.625 euro annui fino a fine carriera, oltre 400 euro al mese. 

Le mansioni di questi docenti non cambieranno, ma è questa l’applicazione degli incentivi per la formazione continua previsti dalla riforma della scuola dello scorso giugno, e baluardo del ministro dell’Istruzione uscente Patrizio Bianchi durante il suo intero periodo in carica. 

Vincoli e limiti 

Due sono i vincoli posti dal decreto per diventare docenti esperti. Il primo è il dover rimanere nella stessa scuola per almeno tre anni. Il secondo, almeno ad oggi, è che il numero dei beneficiari della nuova qualifica non potrà essere superare gli 8.000 ogni anno.

Ci sono quasi 10 anni per decidere come quest’ultimo criterio potrà essere applicato, e probabilmente rivedere i numeri. 

Altri scatti di stipendio 

Chi supererà il primo ciclo triennale di formazione potrà avere comunque un incentivo una tantum tra il 10 e il 20 per cento dello stipendio, stabilito dalla contrattazione nazionale collettiva e dalle risorse annuali disponibili. 

Accantonata invece la proposta iniziale di una formazione continua che garantiva scatti di stipendio paralleli a quelli di anzianità. Troppe le critiche che erano piovute, da sindacati e Commissione Europea, ma anche il nuovo decreto sembra partire allo stesso modo. 

Le critiche dei sindacati 

Il presidente del sindacato Anief, Marcello Pacifico, ha già parlato di una norma incostituzionale che “introduce una carriera tra gli insegnanti senza dibattito con i rappresentati dei lavoratori e modificando surrettiziamente una legge modificata con il pieno sostegno del Parlamento e legata ai finanziamenti comunitari”. 

“Il decreto con i 14 miliardi di extra entrate fiscali previste, avrebbe dovuto rispondere ad alcune emergenze per l’inizio delle lezioni a settembre, dalla ventilazione delle aule alla conferma dell’organico Covid. Non offrire una rimodulazione delle risorse da dare a 8 mila insegnanti esperti fra 10 anni”. 

“Tutto ciò è irricevibile, senza cambiamenti oltre a scioperi e denunce faremo ricorsi in Italia e in Europa per rispettare la salute, la dignità e la libertà dei nostri insegnanti, forse non esperti ma non fessi”. 


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