Contratto scuola e diritto alla disconnessione: insegnanti non più reperibili 24 ore su 24

di: Redazione - 12/02/2018
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Contratto scuola e diritto alla disconnessione: insegnanti non più reperibili 24 ore su 24

Dopo diverse ore di trattative è arrivata la firma del rinnovo contratto della scuola. Il rinnovo interessa più di un milione di lavoratori tra docenti e personale Ata, comprendendo anche gli addetti dell’università e della ricerca. Nel nuovo contratto di lavoro, stipulato il 9 febbraio scorso da FLCGIL, CISL e UIL viene indicato anche il “diritto alla disconnessione”. Di cosa si tratta?

Insegnanti non più contattabili 24 ore su 24 - Il problema è emerso da tempo, e solo chi vive nella scuola può capire cosa significa per un insegnante essere reperibile 24 ore su 24, poiché si ricevono email, messaggi Whatsapp, telefonate da parte della scuola (o meglio dalla Presidenza) in qualsiasi ora del giorno.

Accade spesso che la convocazione di un consiglio di classe, di un collegio docenti, o la partecipazione ad un' attività venga comunicata in orario diverso da quello di servizio, in orario in cui l’insegnante avrebbe diritto alla propria vita personale, familiare, affettiva.

In questo modo si è sempre connessi con la scuola, si è sempre pronti a rispondere al messaggio, con un aumento non contrattualizzato dell’orario di lavoro.

Cosa prevede il nuovo contratto - Sono oggetto di contrattazione integrativa, a livello di istituzione scolastica ed educativa, i criteri generali per l’utilizzo di strumentazioni tecnologiche di lavoro in orario diverso da quello di servizio, al fine di una maggiore conciliazione tra vita lavorativa e vita familiare (diritto alla disconnessione); pertanto, se il Dirigente Scolastico dovrà inviare una mail al di fuori dell’orario di servizio (naturalmente generale, non la scansione oraria settimanale del singolo docente), ciò dovrà essere previsto dalla contrattazione di istituto.

L'origine della norma - Gianluca Pallai, presidente dell’Age (Associazione italiana genitori) a Roma commenta su Corriere.it: “Credo che il vero dramma dietro questa norma sia la mancanza di educazione. Davvero c’è bisogno di regolamentare per contratto l’uso di mail e telefono? Mi sembra il minimo sindacale della civiltà”.

C’è anche un mea culpa da parte di qualche Dirigente Scolastico. Ludovico Arte, preside dell’Istituto Marco Polo di Firenze. “Sono io quello che di solito manda agli insegnanti le mail il fine settimana. Starò più attento, da ora in poi. Certo questa non mi sembra la cosa più importante da fare nella scuola, ma la trovo giusta”.

L'utilizzo del registro elettronico - C’è anche chi legge in questa nuova norma una regolamentazione dell’utilizzo del registro elettronico al di fuori dell’orario di servizio, soprattutto in quelle scuole non dotate di wifi, ma che hanno comunque adottato l’utilizzo del dispositivo elettronico, dando per scontato ed implicito che gli insegnanti utilizzino parte del proprio tempo a casa per tale incombenza.

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