La macchina delle supplenze da GaE e GPS per il 2026/27 è ormai oltre il primo giro. Dopo la chiusura della fase sulla continuità didattica per il sostegno e i primi decreti di fine agosto, negli ultimi giorni gli Uffici scolastici territoriali sono passati ai turni successivi: gli USP procedono con le assegnazioni degli incarichi a tempo determinato al 31 agosto e al 30 giugno 2027, con una numerazione dei bollettini che non è uguale in tutta Italia perché ogni provincia segue una propria sequenza, in base alle procedure già effettuate e ai turni di nomina avviati.
Il quadro del 15 e 16 settembre è quello di un'Italia a due velocità. Diverse province hanno pubblicato il secondo o addirittura il terzo bollettino, mentre altre stanno ancora lavorando su correzioni del primo. A Taranto, per esempio, l'Ufficio scolastico ha diffuso il 15 settembre un nuovo bollettino con l'individuazione dei destinatari di proposta di assunzione a tempo determinato per supplenze annuali o fino al termine delle attività didattiche, attingendo da GPS e GaE.
Il dato più rilevante, però, è un altro: in questa fase i decreti pubblicati sono in larga parte rettifiche, annullamenti e ripubblicazioni. Non è un dettaglio burocratico. Significa che chi è già stato nominato deve continuare a controllare il sito del proprio UST anche dopo aver preso servizio, perché una rettifica può cambiare la sede, la classe di concorso o addirittura revocare un'individuazione avvenuta per errore materiale nella prima elaborazione. Allo stesso modo, in alcune province interi turni sono stati annullati e sostituiti da una nuova versione: fa fede l'ultimo provvedimento pubblicato, non quello letto il giorno prima.
I turni successivi al primo servono a coprire le cattedre rimaste vacanti, quelle liberate da rinunce e mancate prese di servizio, e le disponibilità sopraggiunte per congedi o integrazioni d'organico. È per questo che il numero di posti in gioco continua a muoversi anche a scuole ormai aperte, e che nelle prossime settimane sono probabili ulteriori turni in molte province.
Una delle novità da tenere in considerazione nelle operazioni di quest'anno riguarda proprio il ripescaggio: a ogni nuovo turno l'algoritmo può tornare a valutare gli aspiranti già elaborati nei turni precedenti che non avevano ottenuto alcuna nomina. Se emergono nuove disponibilità, l'Ufficio scolastico può avviare un nuovo turno e saranno considerati di nuovo gli aspiranti utilmente collocati in graduatoria non ancora destinatari di incarico, sempre nei limiti delle preferenze indicate nella domanda.
Il limite resta quello: le 150 preferenze. Chi ne ha indicate poche, o tutte concentrate su comuni molto richiesti, ha meno probabilità di essere agganciato anche nei turni di ripescaggio.
Chi si trova nel decreto deve considerare la nomina come acquisita. L'assegnazione avviene applicando l'ordine delle preferenze espresse in domanda, e non esiste una fase successiva in cui si possa scegliere liberamente, senza conseguenze, se tenersi o meno la scuola ottenuta.
Va inoltre tenuto d'occhio il tempo a disposizione: occorre presentarsi presso l'istituto entro la data e l'ora stabilite dal decreto, di norma entro le 24-48 ore successive alla pubblicazione, per poi perfezionare il contratto in segreteria. Nei turni di metà settembre le finestre sono spesso strettissime proprio perché l'anno scolastico è già iniziato.
Le conseguenze non si esauriscono con la perdita della singola supplenza. In assenza di un motivo giustificato e documentato, la sanzione si estende all'intero periodo di validità delle graduatorie 2026/28: si perde la possibilità di ottenere altri incarichi annuali o fino al termine delle attività didattiche da GaE, GPS, graduatorie di istituto e interpelli. Il riferimento è l'Ordinanza ministeriale n. 27 del 16 febbraio 2026.
Prima di decidere qualsiasi cosa conviene quindi verificare con attenzione la propria posizione e, se esiste un impedimento reale, documentarlo e comunicarlo subito all'Ufficio scolastico.
La pubblicazione del bollettino non chiude i controlli. Nonostante le verifiche già svolte dalle scuole polo e dagli Uffici scolastici, l'istituzione presso cui il docente viene assegnato dovrà controllare il possesso dei requisiti e dei titoli dichiarati. Se emerge la mancanza di un requisito, anche a distanza di tempo, può essere disposta la decadenza dalla nomina, ferme restando le responsabilità legate alle dichiarazioni rese.
Meglio quindi presentarsi con la documentazione già pronta: titolo di accesso, abilitazioni o titoli di specializzazione dichiarati, e ogni certificazione utile a confermare punteggio e posizione.
In sintesi: controllare ogni giorno il sito del proprio UST, comprese le sezioni dedicate alle rettifiche; non dare per definitivo un esito finché non è stato perfezionato il contratto; e, se si è rimasti fuori, non considerare chiusa la procedura, perché i turni successivi e il meccanismo di ripescaggio possono ancora produrre nomine nelle prossime settimane.