Anief lancia l'allarme all'avvio del nuovo anno scolastico: tra docenti e personale ATA saranno oltre 200 mila i contratti a tempo determinato. Il sindacato chiede il doppio canale di reclutamento e minaccia un nuovo esposto a Bruxelles
L'anno scolastico 2026/27 si apre, ancora una volta, all'insegna del precariato di massa. Secondo le stime del sindacato Anief, tra insegnanti e personale amministrativo, tecnico e ausiliario (ATA) saranno oltre 200 mila i lavoratori assunti con contratto a tempo determinato per garantire la copertura delle cattedre e dei posti scoperti. Un numero che, di fatto, si ripete identico da diversi anni scolastici e che continua a certificare la distanza tra i posti effettivamente disponibili nelle scuole italiane e quelli coperti con assunzioni stabili.
Per il presidente nazionale di Anief, Marcello Pacifico, la dimensione ormai raggiunta dalla cosiddetta "supplentite" non può più essere derubricata a una semplice fisiologia di avvio d'anno. Sarebbero infatti oltre 150 mila i soli docenti coinvolti nelle supplenze annuali; sommando il personale ATA, il totale complessivo supera abbondantemente quota 200 mila unità.
Il capitolo più critico riguarda il sostegno agli alunni con disabilità: i cosiddetti posti "in deroga", per loro natura destinati a essere coperti anno per anno con contratti a termine, avrebbero ormai superato numericamente i posti previsti nell'organico di diritto. Il risultato è che, in media, circa un docente su cinque nelle scuole italiane lavora oggi con un contratto a tempo determinato, una condizione che spinge un numero crescente di precari a rivolgersi ai tribunali per far valere diritti economici e giuridici altrimenti negati.
A confermare la portata del problema sono anche i dati diffusi dal Ministero dell'Istruzione sul contingente di immissioni in ruolo per il nuovo anno scolastico. Il decreto ministeriale n. 136 del 10 luglio 2026 ha fissato in 46.642 i posti autorizzati dal Ministero dell'Economia, quasi la metà dei quali destinati alle regioni del Nord Italia e circa un terzo riservato alla sola Lombardia.
Un contingente che, secondo Anief, resta largamente insufficiente a scalfire il precariato strutturale della scuola pubblica. Il sindacato ha infatti fatto notare come restino scoperte, e destinate quindi alla supplenza, oltre 100 mila cattedre di sostegno in deroga, assegnate da anni alle scuole senza mai transitare nell'organico stabile. A questo si aggiungono le cattedre su posto comune che, per diversi motivi organizzativi, continuano a non essere considerate ai fini delle stabilizzazioni.
Le supplenze relative ai posti in deroga sul sostegno hanno per la maggior parte scadenza al 30 giugno, mentre le altre si concludono il 31 agosto: una impostazione che, secondo il sindacato, riguarderà tra i 150 mila e i 200 mila contratti a termine complessivi anche per l'anno scolastico appena iniziato.
La principale richiesta avanzata da Anief al Governo è il ritorno al cosiddetto doppio canale di reclutamento, un meccanismo che consentirebbe di immettere in ruolo il personale non solo attraverso i concorsi ordinari, ma anche attingendo direttamente dalle graduatorie dei precari già abilitati o specializzati, comprese la prima fascia delle Graduatorie Provinciali per le Supplenze (GPS) e le Graduatorie a Esaurimento (GaE), sia per i posti comuni sia per il sostegno.
In questo senso, in Parlamento è tornato all'esame della Commissione Cultura del Senato il disegno di legge S.545, a prima firma della senatrice di Fratelli d'Italia Carmela Bucalo. Il provvedimento punta ad ampliare le possibilità di immissione in ruolo utilizzando gli idonei dei concorsi banditi dal 2012 in avanti, compresi quelli finanziati dal PNRR, insieme ai docenti delle GaE e agli aspiranti di prima fascia GPS. Una parte delle assunzioni continuerebbe quindi ad avvenire tramite concorso, mentre un'altra quota sarebbe coperta direttamente dalle graduatorie dei precari.
Oltre al doppio canale, la piattaforma sindacale di Anief chiede:
Anief ha inoltre annunciato l'intenzione di tornare a sollecitare le istituzioni comunitarie sul tema dell'abuso reiterato dei contratti a termine nella scuola pubblica italiana. Il sindacato ha reso noto di avere già pronta una lettera di denuncia da inviare a Bruxelles sulla persistente inerzia dell'Italia rispetto alla normativa europea che vieta il ricorso sistematico e prolungato a contratti a tempo determinato per la copertura di esigenze stabili e non occasionali.
Secondo Pacifico, continuare a coprire ogni anno una fetta così ampia dell'organico attraverso supplenze significa, di fatto, rinviare una soluzione strutturale che il mondo della scuola attende ormai da tempo, con il rischio concreto di una nuova procedura di infrazione o censura da parte delle autorità comunitarie.
Il sindacato attende ora una risposta concreta da parte dell'Esecutivo, chiedendo l'adozione di un decreto legge che introduca stabilmente il doppio canale di reclutamento entro l'autunno. Nel frattempo, gli uffici scolastici regionali e i dirigenti scolastici sono già al lavoro per completare le nomine dei supplenti annuali e fino al termine delle attività didattiche, attingendo dalle graduatorie GPS e GaE per assegnare le cattedre rimaste scoperte dopo le fasi di mobilità e le immissioni in ruolo.
Resta da capire se il confronto tra sindacati e Governo porterà, questa volta, a un intervento normativo strutturale sul reclutamento del personale scolastico, oppure se anche il 2026/27 si chiuderà con l'ennesima, ormai consueta, "supplentite" di fine estate.