Concorsi scuola, come funzioneranno dopo la riforma? Annuali, con risposte aperte e la possibilità di prove preselettive. I dettagli.

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Le prove del concorso scuola 2022 verranno ricordate per le polemiche di ogni genere, dall’alto numero di bocciati agli errori nella formulazione delle domande. Polemiche non sterili se è vero che sono state accolte dallo stesso ministero dell’Istruzione che ha annunciato cambiamenti nei punteggi e il superamento del metodo delle risposte a crocette.

Questo, introdotto per eliminare ogni elemento di discrezionalità nella correzione delle prove, se ne va in pensione vedendosi sostituito dal ritorno delle risposte aperte formalizzato all’interno della riforma scuola approvata dal Parlamento negli ultimi giorni. 

All’articolo 46 si legge inoltre che i quesiti “saranno volti all’accertamento delle conoscenze e competenze del candidato sulla disciplina della classe di concorso o tipologia di posto per la quale partecipa, nonché sulle metodologie e le tecniche della didattica generale e disciplinare, sull’informatica e sulla lingua inglese”. 

Prova preselettiva e altre modifiche 

Quello sulla modalità delle risposte non è l’unico cambiamento ai concorsi scuola che si avrà con questa riforma. 

Innanzitutto è messo nero su bianco che dovranno essere banditi ogni anno. 

C'è poi la possibilità che, su proposta del ministro dell’Istruzione, entro 30 giorni dall’indizione di ciascuna procedura concorsuale questa venga riservata solo a coloro che superino una prova preselettiva.

Una regola che resterà valida almeno durante tutta la fase transitoria, che andrà a terminare il 31 dicembre 2024 insieme alla validità dei 24 CFU. In questo articolo tutti i chiarimenti sulla situazione dei crediti universitari da ottenere.

Prova orale e graduatorie finali 

Durante la prova orale verranno accertate le conoscenze disciplinari, le competenze didattiche, la capacità e l’attitudine all’insegnamento. Queste ultime anche attraverso un test specifico. 

A formare la graduatoria di merito finale per l’assegnazione dei posti messi a bando saranno, come oggi, i punteggi ottenuti nelle prove scritte e orali insieme alla valutazione dei titoli. 

La legge 76/2022 prevede poi lo scorrimento della graduatoria per la scuola secondaria con gli idonei, cioè i candidati che hanno superato le prove previste ma che non sono rientrati direttamente nel contingente previsto dal bando destinato alle assunzioni. 


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