Come sarà la scuola a settembre: le indicazioni per un ritorno in classe in sicurezza

di: Angela Mantovani - 27/04/2020

 

Nell'ultima conferenza stampa tenutasi ierisera, il Ministro Giuseppe Conte ha parlato anche di scuola: ha confermato che l'anno scolastico terminerà con la didattica a distanza, ma che da settembre si ritornerà a scuola, ma con precise regole, vediamo quali. In ogni caso la parola d'ordine rimane una: distanziamento sociale.

Esami di Stato in presenza, ma in sicurezza

Gli esami di Stato saranno il 17 giugno e con una sola prova orale: “cercheremo ha spiegato ieri sera il premier Conte - di fare gli esami in presenza, in sicurezza”.

Stop a classi pollaio e banchi distanziati

In questi 4 mesi la scuola ma anche le famiglie si dovranno organizzare al meglio per il rientro in classe in sicurezza. Gli alunni dovranno indossare la mascherina, andare in classe a turnazione e ognuno starà seduto da solo al suo banco. Si entra a scuola rigorosamente dopo essersi lavati le mani con un igienizzante a disposizione di tutti all'ingresso.

Ma la questione più complessa che andrà risolta sarà quella delle cosiddette “classi pollaio”. Infatti, ora sarà impensabile avere delle classi di 20-25 alunni come prima della pandemia. Fino a che la situazione non andrà migliorando, servirà una distanza di almeno un metro anche in classe.

Probabilmente si divideranno le classi in gruppi di 15 ragazzi, che saranno seduti ad almeno un metro di distanza.

Il docente fa lezione in cattedra, sempre nel rispetto della distanza di sicurezza, ma potrebbe avere al suo fianco una telecamera, per trasmettere la lezione in streaming con il resto della classe rimasto a casa.

Tra le ipotesi al vaglio c'è la possibilità di organizzare le settimane alterne per gruppi di ragazzi: la classe verrebbe divisa in due, chi in presenza e chi online, e la settimana successiva ci si alterna.

Per ampliare la disponibilità delle aule nelle singole scuole, che potrebbero poi essere messe a disposizione degli istituti che fanno parte della stessa rete territoriale, si sta valutando la possibilità di creare nuovi spazi andando a dividere corridoi o aule più grandi: l'idea è quella di sfruttare pareti removibili che poi verrebbero tolte non appena terminata l'emergenza.