TFA sostegno XI ciclo: la mossa delle università che cambia tutto per la secondaria di secondo grado

di: Angela Mantovani - 09/06/2026

Diventare insegnante di sostegno in Italia richiede un percorso specifico, rigoroso e — negli ultimi anni — sempre più richiesto. Il TFA sostegno, acronimo di Tirocinio Formativo Attivo per il sostegno, è il corso di specializzazione universitaria che abilita i docenti a lavorare con gli alunni con disabilità. Si tratta di un percorso da 60 CFU, regolato dal DM 249/2010, che si conclude con un esame finale e il conseguimento del titolo di specializzazione: requisito indispensabile per accedere alle cattedre di sostegno nelle scuole italiane.

Con l'XI ciclo, il percorso si appresta a ripetersi per una nuova platea di candidati. Ma rispetto ai cicli precedenti, questa edizione porta con sé una novità che sta tenendo col fiato sospeso migliaia di aspiranti docenti: per la prima volta, alcune università stanno spingendo per estendere i corsi anche alla scuola secondaria di secondo grado — un fronte che il Ministero non aveva inizialmente previsto di coprire.


Perché il TFA sostegno è così importante

La specializzazione sul sostegno non è un titolo accessorio. È la condizione necessaria per insegnare come docente di sostegno di ruolo, e incide direttamente sulle possibilità di stabilizzazione nella scuola pubblica. Senza specializzazione, i docenti possono lavorare sul sostegno solo in deroga — una condizione precaria, priva delle stesse garanzie contrattuali e soggetta a variazioni annuali.

La domanda di insegnanti specializzati cresce ogni anno, a fronte di un numero di posti in organico che non riesce a coprire il fabbisogno reale. Questo squilibrio rende il TFA sostegno uno dei percorsi universitari più competitivi e ambiti nel panorama della formazione docenti in Italia: i posti disponibili sono sempre inferiori alle domande, le prove selettive sono impegnative e i bandi si aprono e chiudono in tempi stretti.


L'XI ciclo e il nodo della secondaria di secondo grado

La nota ministeriale n. 4660 del 14 aprile 2026 ha avviato formalmente il processo di programmazione dell'XI ciclo, ma ha escluso — almeno nelle stime iniziali — la scuola secondaria di II grado dal contingente di posti da assegnare. Una scelta che ha sorpreso molti, considerata la carenza di specializzati anche nelle scuole superiori.

La risposta delle università non si è fatta attendere. Diversi atenei hanno scelto di presentare comunque richiesta formale al MUR per ottenere l'autorizzazione ad attivare corsi anche per questo grado scolastico. Non è una garanzia, ma è una pressione istituzionale che potrebbe influenzare il contenuto del decreto definitivo.

Sarà infatti quel decreto a stabilire in modo vincolante tre cose: se i corsi per la secondaria di II grado saranno autorizzati, quanti posti saranno assegnati a ciascun ateneo per ciascun grado scolastico, e quando si svolgerà la prova preselettiva nazionale. Fino alla sua pubblicazione, tutto resta tecnicamente aperto.


Le università che hanno già richiesto posti per le superiori

Tra gli atenei che si sono mossi con più decisione spiccano alcune realtà del Lazio, che hanno non solo avanzato la richiesta ma in alcuni casi già aperto le iscrizioni.

UniCamillus (Roma) ha richiesto 1.000 posti per la secondaria di II grado nella sede romana e altri 150 nella sede di Cefalù. Le iscrizioni sono già aperte, con proroga fino alle ore 14:00 del 15 giugno 2026 (DR 344 del 05/06/2026).

Unilink ha pubblicato i bandi in anticipo rispetto al decreto, con proroga al 12 giugno 2026. Le graduatorie saranno valide nei limiti dei posti effettivamente accreditati dal MUR.

Università della Tuscia ha richiesto 500 posti per la secondaria di II grado, suddivisi tra la sede di Viterbo (300) e quella di Rieti (200).

Università di Cassino ha inserito 700 posti per le superiori all'interno di una richiesta complessiva di 1.750 posti su tutti i gradi.

Università Foro Italico ha richiesto 150 posti per la secondaria di II grado, insieme a 150 per la primaria e 150 per la secondaria di I grado.

Università della Calabria ha dichiarato l'intenzione di attivare corsi per tutti i gradi — infanzia, primaria, secondaria di I e II grado — subordinando l'avvio alla pubblicazione del decreto.

Università di Foggia non esclude un'attivazione limitata per la secondaria di II grado, pur segnalando che la nota ministeriale non la prevede esplicitamente.

Altri atenei — tra cui Bologna, Udine, Cattolica, Bicocca, Bergamo, Torino, Salento, Firenze e Siena — hanno attivato pagine informative o aperto newsletter di aggiornamento, senza ancora dichiarare se richiederanno posti per le superiori.


I requisiti per partecipare

Per accedere alle selezioni del TFA sostegno XI ciclo è necessario possedere i titoli previsti dalla normativa. Per la scuola secondaria di I e II grado serve una laurea magistrale coerente con la classe di concorso di interesse, con i crediti formativi universitari richiesti. Per i profili ITP è sufficiente il diploma. I requisiti precisi per ciascun grado e classe di concorso saranno dettagliati nei bandi dei singoli atenei, una volta pubblicato il decreto MUR.

Verificare adesso di essere in regola con i requisiti è una delle azioni più utili che un candidato possa compiere in questa fase: evita sorprese dell'ultimo momento e permette di concentrarsi sulla preparazione alla prova preselettiva non appena le date saranno rese note.


Cosa fare nell'attesa del decreto

Il decreto MUR è il passaggio che sbloccherà tutto. Ma aspettarlo in modo passivo significa rischiare di arrivare tardi — soprattutto in quegli atenei che, come UniCamillus e Unilink, hanno già aperto le iscrizioni prima ancora della sua uscita.

Le azioni concrete da compiere adesso:

  • Identificare l'ateneo di riferimento tra quelli che hanno già comunicato la propria offerta, tenendo d'occhio le pagine dedicate al TFA sostegno XI ciclo
  • Iscriversi alle newsletter degli atenei che le hanno attivate (tra cui Università di Udine e Università Cattolica) per ricevere aggiornamenti in tempo reale
  • Rispettare le scadenze già aperte: UniCamillus chiude le iscrizioni il 15 giugno 2026; Unilink il 12 giugno 2026
  • Verificare i propri requisiti di accesso per il grado scolastico e la classe di concorso di interesse

Il decreto arriverà. E quando arriverà, chi avrà già fatto i compiti si troverà in una posizione di vantaggio rispetto a chi inizia solo allora.