Banchi bruciati e pistole finte in classe. La deriva violenta negli istituti passa dai social.

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Violenza in Classe

Il liquido infiammabile di una boccetta di igienizzante per ricoprire il banco, l’accendino per appiccare il fuoco, il telefonino per riprendere la scena e postare tutto su TikTok, emulando un video che su quel social avevano visto pochi giorni prima.

La bravata di due studentesse ha creato il panico in una scuola media di Parma, dove la sirena antincendio ha allertato l’intero istituto prima che l’intervento del personale limitasse i danni. Per le due dieci giorni di sospensione, “la linea della severità” come la hanno definita dirigenti e insegnanti alla Gazzetta di Parma.

Nell’istituto cominceranno ora una serie di incontri con famiglie e studenti per sensibilizzare tutti sui potenziali pericoli che possono derivare da un cattivo utilizzo dei social, e dalla smania di mettersi in mostra.

Il precedente di Napoli a metà marzo

Solo poche settimane fa in un’altra scuola media, a Soccavo nella periferia occidentale di Napoli, alcune studentesse avevano introdotto in aula due armi giocattolo, repliche di una Beretta 92, prive di tappo rosso o piombatura interna e quindi facilmente scambiabili per vere.

Le armi avevano iniziato a circolare tra i ragazzi dell’istituto, e poi erano finite sui social tra video e selfie per TikTok e Instagram. Questo prima che arrivassero i carabinieri del Nucleo radiomobile di Napoli a requisirle.

I social come pericoloso filo conduttore di questi comportamenti.


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