Il Protocollo sicurezza scuola è pronto: ecco come sarà davvero il rientro in classe

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Il Protocollo sicurezza scuola è pronto: ecco come sarà davvero il rientro in classe

È stato firmato questa mattina dalla ministra Azzolina il Protocollo per la ripresa in sicurezza dell'anno scolastico.

Le linee guida lasciano in ogni caso molta autonomia ai singoli istituti scolastici.

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Ecco i punti principali che il protocollo chiarisce:

  • modalità di ingresso e uscita a scuola: è consigliabile scaglionare le entrate e le uscite per evitare assembramenti, differenziare i percorsi interni, i punti di ingresso e i punti di uscita e applicare la segnaletica orizzontale sul distanziamento e sui percorsi. Inoltre il bambino deve essere accompagnato da un solo genitore o persona maggiorenne delegata;

  • fornitura dispositivi di protezione ai docenti;

  • igienizzazione periodica degli spazi: andrà effettuata una pulizia approfondita e aerazione frequente e adeguata degli spazi. Le attività di igienizzazione andranno riportate in un registro da aggiornare regolarmente e dovranno riguardare tutte le superfici e gli oggetti destinati all’uso da parte degli alunni, compresi giocattoli e attrezzi da laboratorio;

  • test sierologici, volontari per il personale e periodici per gli studenti: ci sarà l'opportunità di svolgere test diagnostici gratuiti per tutto il personale del sistema scolastico statale e paritario, incluso il personale supplente, in concomitanza con l’inizio delle attività didattiche e nel corso dell’anno, nonché di effettuare test a campione per la popolazione studentesca con cadenza periodica;

  • help desk a cui rivolgersi per domande sull'applicazione delle misure anti-covid.

Contrasto alle classi pollaio, sindacati: “si superano i tagli della Gelmini e le norme del 2008”

Le scuole senza spazi idonei chiedono “chiarimenti urgentissimi” per quanto riguarda il sovraffollamento delle classi, per quelle scuole non riescono a far rispettare i distanziamenti, chiedendo garanzie sul canonico “metro di distanza”.

In questo caso, per ricorrere alla didattica a distanza, chiedono una “previsione normativa espressa”.

Per i sindacati il momento è stato definito “storico” perché “si superano le norme del 2008 che avevano portato ai tagli e, appunto, alle classi pollaio”, con riferimento alle norme dell’ex Ministro Gelmini che hanno comportato, fra l’altro, l’aumento del numero di alunni per classe.

Il presidente dell'Associazione Nazionale Presidi, Giannelli, ha ribadito che “il Ministero deve fornire tempestivamente indicazioni precise sulle modalità di gestione dei lavoratori in condizione di fragilità, qualora ricorresse il caso di impossibilità della prestazione lavorativa sia in presenza (per il rischio che non è prevenibile con le misure di sicurezza e i Dispositivi di Protezione Individuali disponibili) sia in modalità agile (per la natura della prestazione stessa). Queste indicazioni devono essere esplicitate assolutamente prima dell’inizio dell’anno scolastico”.



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