Concorso scuola, per il ministro Bianchi l'alto numero di bocciati è corretto, e annuncia: "Dal 2025 via i test a crocette"

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Bianchi concorso scuola 2605

Le alte percentuali di bocciati, che in alcuni casi hanno toccato anche la quota del 90%, hanno fatto molto discutere in questi mesi sulle modalità in cui si sono svolti i Concorsi scuola 2022. 

Il ministro all’Istruzione Patrizio Bianchi ha dato il suo punto di vista sulla situazione, durante un’audizione al Senato davanti alle Commissioni riunite Affari costituzionali e Istruzione per discutere le misure di attuazione del Pnrr.  

Per Bianchi l’elevato numero di respinti non rappresenta una novità. “Nessuno vuole massacrare i precari, né io né il ministero, e i risultati dei concorsi attuali non sono diversi da quelli del passato”.

“La nostra ossessione è quella di valutare, e non si può sradicare questo impianto perché legittimamente possiamo trovare l’opposizione dell’UE”.

Un’ammissione all’imperfezione del concorso 2022 arriva però quando Bianchi annuncia che il sistema delle risposte a crocette verrà accantonato: “Dal 2025 torneremo alle domande aperte”.  

I commenti sulla riforma del reclutamento  

“Abbiamo fissato un percorso standard per chi vorrà fare l’insegnante: la magistrale più 60 crediti che saranno anche di pedagogia, didattica della materia specifica e di tirocinio. Questo sarà un percorso abilitante e ci sarà poi il concorso; una commissione ci dirà come farli”. 

Riguardo alle assunzioni in ruolo del prossimo periodo il ministro dell’Istruzione ha spiegato che: “entro il 2024 verranno assunti 70 mila insegnanti, come ci è stato chiesto dalla Commissione europea per conseguire gli obiettivi del Pnrr; lo scorso anno ne sono stati assunti 57 mila e quest’anno saranno altri 61 mila”. 

Una formazione continua incentrata sulla digitalizzazione 

Tra le novità volute dal Miur per la formazione dei docenti nei prossimi anni c’è l’attenzione verso il mondo digitale e in particolare al guidare gli studenti verso un corretto uso di questi strumenti.

“Formeremo al riguardo 650 mila insegnanti, non solo sulla parte tecnica ma anche per fare sì che siano in grado di guidare i ragazzi ad un uso critico del digitale. Che siano messi in guardia sui rischi del web e sui nuovi linguaggi”.  


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