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Intervista all'ex-ministra dell'Istruzione Azzolina: «mi auguro che finisca una guerra politica fatta sulla pelle degli studenti»

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Intervista all'ex-ministra dell'Istruzione Azzolina: «mi auguro che finisca una guerra politica fatta sulla pelle degli studenti»

▪️È preoccupata delle varianti del Covid, che sembrano colpire soprattutto i più giovani?

«Ho ascoltato gli scienziati su questo e credo sarebbe opportuno fornire agli insegnanti mascherine Ffp2. Il lavoro sulla sicurezza nelle scuole è stato fatto: distanza, igienizzanti. 40mila aule in più. 70mila docenti e Ata in più, alcune classi sdoppiate. Questo permetterà di affrontare anche le varianti».

▪️Teme un nuovo lockdown con le scuole chiuse?

«Il neoministro lo ha escluso. Come sa, io penso che le scuole debbano essere l'ultima cosa a chiudere. Ovviamente è una scelta politica. Se dovessero aumentare i contagi e il governo dovrà decidere le priorità, mi auguro che la scuola sia messa al primo posto».

▪️Perché avete smesso di fare monitoraggi a novembre? Questo non mette in pericolo tutti?

«Il monitoraggio compete alle autorità sanitarie, il nostro è stato un lavoro in più. Li abbiamo interrotti per due settimane per modificare il questionario. Tutti i dati, che continuano a essere raccolti, sono trasmessi all'Istituto superiore di sanità».

▪️La sua mancata riconferma è una bocciatura politica?

«Non credo sia il momento di giudicare. Ho dato il mio contributo, non mi sono risparmiata, ho lavorato per gli studenti e per le studentesse e adesso torno in Parlamento, che sarà centrale. Ci sono le vaccinazioni da garantire agli insegnanti, c'è stato il crollo dell'occupazione femminile, 99mila posti in meno di cui si è parlato pochissimo. C'è da evitare una tragedia occupazionale che ricadrà ancor di più sulle donne. E c'è da tenere le scuole aperte. Controllerò gli atti uno a uno».

▪️È stata molto attaccata. Si è sentita difesa abbastanza?

«In questi giorni sto ricevendo molto affetto da parlamentari, cittadini, genitori, dirigenti. L'anno del Covid è stato un anno di solitudine per tutti, ma io sono stata circondata da una grandissima comunità scolastica che mi ha permesso di andare avanti».

▪️Le sono stati imputati molti errori, usati anche per criticare il Conte due. A partire dai banchi a rotelle.

«A giugno il Comitato tecnico scientifico mi ha detto che se intendevo riaprire le scuole a settembre, serviva il metro di distanza. Si ricorda che c'erano presidi esasperati che volevano segare i banchi in due? E qualcuno si chiede ancora se servissero? In Europa esistono i monoposto tradizionali e le sedute innovative, i cosiddetti "banchi a rotelle", gli stessi utilizzati in istituti di eccellenza come quelli dei gesuiti frequentati a suo tempo dal premier Draghi. Sono stati i presidi a scegliere di quali avvalersi: abbiamo consegnato 400mila sedute innovative e 2 milioni di monoposto. Un investimento strutturale, che resterà. Ma che nella becera propaganda politica di chi non conosce la scuola è diventato altro».

▪️L'esempio di uno spreco, mentre serviva altro.

«Ma è stato fatto tanto altro. Abbiamo ricavato nuove aule, fatto patti con i territori usando per le lezioni pinacoteche, il teatro La Pergola a Firenze. Uno dei momenti più belli è stato quest'estate: visitavo le scuole, ed erano cantieri per i milioni di euro investiti nell'edilizia leggera».

▪️È delusa per i riconoscimenti mancati?

«Quel che hai fatto da ministro non te lo deve riconoscere la politica, devono farlo i cittadini. Mi auguro però che termini la stagione della lotta politica fatta sulla pelle degli studenti, perché questo è successo. E mi auguro non ci siano più divisioni territoriali sul Covid. La diseguaglianza regionale è la prima cosa da combattere. I bambini campani, calabresi, pugliesi, non sono figli di un Dio minore».

▪️Perché non si è riuscito a tracciare adeguatamente?

«Mi auguro venga rispettata l'intesa firmata il 23 dicembre all'unanimità con le Regioni, in cui era stato deciso che le scuole hanno la priorità».

▪️Ha detto che aveva pronta l'ordinanza sugli esami di maturità.

«L'ho fermata per senso di responsabilità istituzionale. Abbiamo sentito i docenti, gli studenti, le famiglie, i sindacati. Tutti volevano, come l'anno scorso, un esame orale con commissione interna. A cui avevo aggiunto una piccola cosa: che i ragazzi potessero preparare un progetto su come hanno vissuto quest'anno difficile, cos'hanno imparato, cos'ha cambiato nelle loro vite».

▪️Di tutti gli incontri fatti, chi le è rimasto più impresso?

«Sicuramente Anita, la ragazzina che ogni giorno si metteva col banco davanti alla sua scuola a Torino. È una forza della natura. Crede nella scuola quanto me, ma ha 12 anni».

▪️Voterà la fiducia a Draghi?

"Sì, e non perché questo sia il migliore dei governi possibili, ma perché è l'unico che si è riuscito a formare e le persone fuori hanno bisogno che cominci a lavorare. Si è perso anche troppo tempo».

▪️E i malumori nei 5 stelle?

«Il Movimento è come un adolescente che sta crescendo. I vestiti vecchi non gli vanno più, deve cambiarli adesso. Rinascere, rifondarsi, con una nuova guida e una nuova organizzazione».

▪️Quella guida può essere Conte?

"Può darci una mano a ricostruire i 5 stelle con regole nuove, ma non deve passare troppo tempo. Il momento è adesso».



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