Emilia-Romagna pronta a riaprire le scuole il 7 gennaio

Emilia-Romagna pronta a riaprire le scuole il 7 gennaio

“L’importante è avere tutti la consapevolezza che ci sia grande rigore per evitare che arrivi una terza ondata”.

Così ha dichiarato il presidente dell’Emilia Romagna e della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini, intervistato a Mattino 5 a proposito del confronto con il governo sulle misure anti-Covid da introdurre nel periodo di Natale.

Il governatore ha spiegato di preferire l’ipotesi che prevede un’area rossa “alternata con qualche giorno di allentamento” delle misure.

“Che la terza ondata possa arrivare lo dicono un po’ tutti gli scienziati e gli esperti. Ma il punto – ha precisato Bonaccini – è come arriva perché se sarà un’ondata lieve la si gestirà in maniera differente rispetto all’eventualità di un’ondata forte”. Infine sulla scuola: “Sono tra coloro che pensano che i nostri ragazzi hanno già fatto troppa didattica a distanza. Quindi bisogna essere organizzati bene”.

Emilia-Romagna pronta al ritorno in classe il 7 gennaio

L'Emilia scommette sulla riapertura delle scuole in presenza il 7 gennaio, in un panorama nazionale dove si contano diversi dubbi. La questione sta molto a cuore ai genitori: il comitato “Priorità alla scuola” ha deciso di appendere il 23 dicembre striscioni sui cancelli degli istituti con la scritta: “Ci si vede il 7”. Il pressing delle famiglie sale, il presidente Stefano Bonaccini rassicura: «La decisione spetta al governo mai noi ci stiamo impegnando per farcela». Mentre ieri l’assessore ai Trasporti, Andrea Corsini, ha detto: «Il 7 gennaio possiamo partire in sicurezza, metteremo 200 mezzi in più, ci sono tutte le condizioni perché, prima di Natale, possano essere presentati al ministero i piani provinciali».

A Bologna ieri il piano per la ripartenza è stato sottoscritto dal prefetto, Patrizia Ferrandino e prevede l’aggiunta di 33 mezzi da parte di Tper, oltre ai 45 già aggiunti a inizio anno. Ci sono anche 5 mezzi pronti a scendere in strada in caso di necessità. Per evitare assembramenti, con mezzi pubblici al 50% della capienza, la Regione conta anche su orari scaglionati, con flessibilità di due ore in entrata e in uscita.

Un accorgimento che a Bologna non verrà preso, rimarranno infatti gli orari già stabiliti a settembre. In altre province, come ad esempio Modena, invece sì. Dirimente il fatto che la didattica in presenza sarà al 75%. Corsini ha assicurato che ci saranno anche controlli alle fermate degli autobus.


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