È morta Valeria Fedeli, ex ministra dell'Istruzione: una vita tra scuola, lavoro e diritti

di: Angela Mantovani - 14/01/2026

Si è spenta questa mattina a Roma Valeria Fedeli, ex ministra dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca. Aveva 76 anni. La notizia della sua morte ha suscitato un’ondata di cordoglio trasversale nel mondo politico, sindacale e istituzionale, a testimonianza di una figura che ha attraversato decenni di vita pubblica con un impegno costante sui temi del lavoro, dell’uguaglianza e della scuola.

Nata a Treviglio nel 1949, Fedeli ha costruito il proprio percorso partendo dal sindacato. È stata una dirigente di primo piano della CGIL, arrivando a ricoprire il ruolo di segretaria generale della Filtea-Cgil, la categoria del settore tessile e dell’abbigliamento, e successivamente vicepresidente di Federconsumatori. Un’esperienza che ha segnato profondamente il suo modo di intendere la politica: radicata nei diritti sociali, attenta al lavoro e alla rappresentanza.

Dall’impegno sindacale alle istituzioni

L’ingresso in Parlamento avviene nel 2013, con l’elezione al Senato nelle fila del Partito Democratico. In breve tempo Fedeli assume ruoli di rilievo, fino a diventare vicepresidente di Palazzo Madama. Tra gennaio e febbraio 2015 presiede anche l’Aula del Senato, subentrando temporaneamente a Pietro Grasso.

Nel 2016 arriva la nomina a ministra dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca nel governo guidato da Paolo Gentiloni, incarico che manterrà fino al 2018. Un periodo complesso, segnato da forti tensioni nel mondo della scuola e da un dibattito costante su reclutamento, diritti del personale scolastico e parità di genere, temi sui quali Fedeli ha sempre mantenuto una posizione netta e coerente.

Il ricordo bipartisan

Alla notizia della sua scomparsa sono arrivati messaggi di cordoglio da tutte le principali figure istituzionali. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha ricordato la sua “convinzione e passione” nell’impegno politico e nel mondo della scuola. L’ex premier Gentiloni ha parlato di una donna “battagliera e capace di dialogo”. La segretaria del PD Elly Schlein ha sottolineato il contributo “insostituibile” di Fedeli come femminista, sindacalista e ministra, ricordando la sua battaglia per l’eguaglianza e la dignità del lavoro.

Parole di stima sono arrivate anche dal presidente del Senato Ignazio La Russa, dal ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara e da esponenti di diverse forze politiche, a conferma di una figura che, pur nelle differenze, ha saputo mantenere un riconoscimento istituzionale ampio.

Un’eredità che parla ancora alla scuola

Valeria Fedeli lascia un’eredità che va oltre i ruoli ricoperti. La sua storia è quella di una donna che ha portato nel cuore delle istituzioni la voce del lavoro, della scuola pubblica e dei diritti, in un tempo in cui questi temi restano centrali e spesso irrisolti.

Per il mondo dell’istruzione italiana, la sua scomparsa rappresenta non solo la perdita di un’ex ministra, ma di una protagonista di una stagione politica in cui la scuola era – e resta – terreno decisivo di confronto civile e sociale.