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Anticipo degli scrutini, i sindacati: "L'obiettivo è non prorogare il contratto ai precari"

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Anticipo degli scrutini, i sindacati: "L'obiettivo è non prorogare il contratto ai precari"

Quest'anno le operazioni di valutazione, cioè gli scrutini, dovranno essere accelerate, per via di una decisione che sta già facendo molto discutere, presa dal Ministro Bianchi, ovvero quella di anticipare tutti gli scrutini.

Tutto ciò nonostante il presidente del Consiglio avesse annunciato di tenere aperte le scuole d'estate. Questa proposta non solo è scomparsa, ma addirittura la richiesta è quella dell'anticipo scrutini.

Così cita l'atto del ministro: “In ragione della perdurante emergenza pandemica, per l’anno scolastico 2020-2021 i dirigenti preposti agli Uffici scolastici regionali sono autorizzati a prevedere la conclusione degli scrutini finali per le classi delle istituzioni scolastiche statali e paritarie del primo e secondo ciclo di istruzione entro il termine delle lezioni fissato dai calendari delle Regioni e delle Province autonome, fermo restando l’avvio degli stessi non prima del primo giugno”.

Si tratta di una vera e propria novità: è la prima volta, infatti, che gli scrutini si possono fare prima della conclusione delle lezioni.

Qual è il vantaggio? Così facendo, i presidi non dovranno nominare i supplenti in sostituzione dei docenti ai quali scade il contratto l'ultimo giorno di scuola, in particolare i “docenti Covid”.

Un altro aspetto è che gli studenti non potranno più farsi interrogare l'ultimo giorno, e perderanno altri giorni di scuola anche a causa del ponte del 2 giugno. Molti istituti scolastici, infatti, hanno deciso di effettuarlo.

Un'operazione per non pagare i supplenti

A non essere d'accordo con Bianchi sono soprattutto i dirigenti scolastici, come ad esempio Mario Rusconi, presidente dell'Anp del Lazio: “Questa anticipazione - spiega - ha un solo scopo: risparmiare più o meno 100mila euro per non pagare i supplenti. Un’economia che crea grandi problemi organizzativi alle scuole: dall’1 all’8 giugno come si possono fare gli scrutini in 75 classi come accade a qualche collega? I presidi dovranno pensare a convocazioni in notturna. Lo scrutinio non va celebrato in maniera burocratica”.

I maggiori contrari alla decisione di Bianchi sono i docenti delle superiori. Alessandra Stanganelli, professoressa di filosofia al liceo “Boggiolera” di Catania, ha dichiarato al Fatto Quotidiano: “È una scelta senza senso perché quest’anno siamo andati tutti a rilento e ora abbiamo bisogno di più tempo. Stanno investendo un sacco di soldi per il piano estate e poi creano tutto questo disagio pur di non pagare qualche supplente”. Di parere simile anche Nicola Cotugno, docente al “Ferraris” di Napoli: “Non ne capisco il senso. Ho l’impressione che si cammini a ruota libera in uno degli anni più confusi e sbandati della nostra scuola. Ormai siamo alla fine dell’anno; una settimana in meno o in più sposta poco”.

In generale, per i maestri della scuola primaria gli scrutini sono un atto burocratico, e le valutazioni vengono preparate successivamente, non serve anticiparli.

Rudy Migliore della primaria di Recco invece è più duro: “È solo una questione meramente economica per non prolungare i contratti ai docenti precari almeno fino a fine giugno. È eticamente inaccettabile scrutinare prima del termine delle lezioni per risparmiare e tutto ciò in un anno scolastico assurdo come questo”.

Anche i sindacati sono titubanti

Per la segretaria della Cisl Scuola, Lena Gissi – “l'unico obiettivo è quello di risparmiare”. Molto più diretto Stefano d’Errico dell’Unicobas, che sempre sul Fatto Quotidiano dichiara: “Il problema è la scadenza dei contratti Covid stipulati a molti supplenti fino al termine del dieci giugno. Non è inconsueto che dei contratti siano fatti fino al termine delle lezioni; normalmente, secondo quanto prevedono norme precise, i contratti vengono prorogati o riaccesi per le giornate di scrutinio e di esame. Ma per i supplenti Covid ci sono problemi, dovuti solo alla incapacità/volontà di governo e ministero, che non hanno saputo/voluto fare i conti e prevedere la spesa necessaria per gestire i contratti”.

Per il CSPI gli scrutini anticipati non devono essere prescrittivi

A fine aprile il Consiglio superiore della pubblica istruzione aveva espresso un parere favorevole, ma anche un’osservazione che non è stata recepita da Bianchi: “Il Cspi – cita approvato nella seduta plenaria 56 del 27 aprile scorso – ritiene condivisibile un’indicazione non prescrittiva della calendarizzazione degli scrutini, auspicando che le singole istituzioni scolastiche possano in autonomia gestire i tempi in base alle proprie esigenze organizzative, tenendo conto della necessità di raccogliere tutte le evidenze utili per effettuare una valutazione che consideri le complesse modalità del processo di insegnamento/apprendimento di questo particolare anno scolastico”.



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