Diplomati magistrali: sentenza "congelata" per 120 giorni

di: Redazione - 27/08/2018
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Diplomati magistrali: sentenza "congelata" per 120 giorni

All’interno del Decreto dignità approvato lunedì 2 luglio dal Consiglio dei Ministri è stata approvata una soluzione ponte per i diplomati magistrale.

Ad annunciare la norma è il Ministro del lavoro Luigi Di Maio annunciando che questa legge “aiuta gli insegnanti, coloro che per effetto della sentenza del Consiglio di Stato andrebbero licenziati, prorogando di 120 giorni gli effetti delle sentenze”.

Il governo ha dunque deciso di concedere altri 4 mesi per trovare una soluzione politica alla problematica.

La soluzione definitiva per ora non c’è e neppure la sanatoria che i diplomati speravano e i laureati temevano. La norma che Bussetti ha chiesto di inserire nel decreto permette ai diplomati magistrali (che erano stati assunti con riserva prima della sentenza del Consiglio di Stato del dicembre scorso che li aveva cancellati dalle graduatorie) di restare “congelati” al loro posto a settembre: lo rimarranno - secondo questo primo provvedimento - per 120 giorni. Sarà sufficiente per completare la soluzione? Difficile dirlo oggi, ma c’è già chi ipotizza una ulteriore proroga in corso di anno scolastico in nome della continuità didattica e di qualsiasi procedura di concorso (abbreviato) o equivalente che serve per poterli inserire definitivamente tra gli aspiranti ad una cattedra e al posto fisso.

In pratica, la sentenza del Consiglio di Stato non è immediatamente esecutiva ma lo diventa entro 120 giorni, e verosimilmente nel caso dei diplomati magistrale l’ultimo giorno utile.

Quale sarà la formulazione giuridica di questi contratti a tempo determinato si capirà meglio nelle prossime ore. Sono molto delusi i laureati in Scienze della Formazione che nei giorni scorsi avevano di nuovo protestato sentendosi scavalcati dai colleghi senza laurea e che oggi martedì 3 luglio sono davanti all’Usr (l’ufficio scolastico da cui proviene il ministro Bussetti) per protestare. Parlano di “un provvedimento che è l’elogio della disonestà e della scorrettezza”, di un “sopruso contro gli insegnanti che hanno investito nella propria formazione e che hanno creduto nella giustizia”.

Al contrario, il Miur afferma che “questo provvedimento sarà utile per consentire l’ordinato avvio del nuovo anno scolastico. In sede di conversione del decreto in Parlamento, sarà poi completato il quadro normativodisciplinando procedure di reclutamento, nel rispetto della legislazione vigente”.


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