Rientro a scuola: tutte le linee-guida delle Regioni

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Rientro a scuola: tutte le linee-guida delle Regioni

Le Regioni si sono riunite insieme alle Province autonome e hanno stilato un documento che propone le modalità di ritorno e l'hanno inviato al ministero dell'Istruzione.

Le indicazioni delle regioni per il rientro a scuola

I suggerimenti delle regioni per il rientro a scuola non prevedono mascherina per gli studenti durante le lezioni, ma solo in fase di ingresso, uscita e passaggio nei corridoi.

Inoltre, è stato proposto uno spazio individuale di due metri quadrati per ogni alunno.

Gli insegnanti dovranno restare in cattedra, senza avvicinarsi ai banchi, durante la lezione e nel corso di eventuali verifiche.

La ricreazione sarà più lunga per consentire agli studenti di rilassarsi dopo aver consumato la merenda seduti al banco.

Nel corso della pausa sarà necessario indossare la mascherina. Anche gli insegnanti non dovranno essere protetti in viso nel corso della lezione, piuttosto indossare la mascherina non appena termineranno di spiegare e, in ogni caso, quando si sposteranno all'esterno della classe. La protezione sarà obbligatoria per tutti nelle aule in cui si trovano soggetti immunodepressi.

Le regioni chiedono più docenti e bidelli

Si chiedono anche percorsi diversi per l'entrata e l'uscita dagli edifici. Le stesse Regioni chiedono più docenti e bidelli e scrivono: «Il personale è insufficiente rispetto alla gestione di orari più ampi e con maggiore necessità di controllo e vigilanza soprattutto all'entrata e uscita e negli spostamenti, occorre implementare le dotazioni con particolare attenzione al personale Ata».
Le superfici dovranno essere igienizzate frequentemente e gli stessi docenti dovranno provvedere alla disinfezione della cattedra e degli oggetti «prima di consegnare la classe al docente successivo».

Le mense dovranno prevedere un menù semplificato e servito in monoporzioni. È prevista la disinfezione degli ambienti e delle attrezzature dopo ogni utilizzo. Le amministrazioni regionali chiedono, infine, la soppressione della didattica a distanza «sia per la scuola primaria che secondaria di primo e secondo grado».



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