La Retribuzione Professionale Docenti va pagata anche ai supplenti: lo dice la Cassazione

La Retribuzione Professionale Docenti va pagata anche ai supplenti: lo dice la Cassazione

È stato ancora un volta riconosciuto dal Tribunale di Bergamo il diritto ad una docente precaria al compenso accessorio della Retribuzione Professionale Docenti, previsto dall’art. 7 del CCNL 15.3.2001 e riservato dall’Amministrazione scolastica esclusivamente ai docenti di ruolo ed ai docenti precari titolari di contratti annuali al 31 agosto o al 30 giugno.

In questa vertenza, la Giudice del Lavoro designata è stata la dott.ssa Monica Bertoncini, che ha accolto la domanda richiamando l’ordinanza n. 20015/2018 emessa dalla Corte di Cassazione, secondo cui il compenso della RPD “…dovesse essere corrisposto “in ragione di tante mensilità per quanti sono i mesi di servizio effettivamente prestato o situazioni di stato assimilate al servizio” e precisando, poi, che “per i periodi di servizio o situazioni di stato assimilate al servizio inferiori al mese detto compenso è liquidato al personale in ragione di 1/30 per ciascun giorno di servizio prestato o situazioni di stato assimilate al servizio”; "l’emolumento ha natura fissa e continuativa e non è collegato a particolari modalità di svolgimento della prestazione del personale docente ed educativo" (Cass. Ordinanza n. 20015 del 27.07.2018).

Sulle argomentazioni di difesa dell’amministrazione, secondo cui non vi sarebbe discriminazione nei confronti della ricorrente, sul presupposto che i supplenti per brevi periodi spesso operano nello stesso anno scolastico in scuole diverse, senza necessariamente partecipare alla programmazione dell’anno scolastico, ai collegi docenti, ai colloqui coi genitori e alle varie attività dell’offerta formativa, la Giudice del Lavoro si è rifatta alla sentenza n. 160 del 17.03.2021 emessa dallo stesso Tribunale di Bergamo, G.L. dott.ssa Giulia Bertolino, su ricorso patrocinato dal sottoscritto avv. Leo Condemi, secondo cui “…oltre a trattarsi di affermazione indimostrata, deve, al contrario, presumersi che qualsiasi supplente, per il periodo breve o lungo di assunzione, ponga in essere tutte le attività che ineriscono alla funzione docente".

Sulla base di queste considerazioni, ha riconosciuto il compenso richiesto per il servizio svolto complessivamente durante l’anno, nella misura indicata in ricorso corrispondente all’importo di € 174,50 mensile e € 5,82 giornaliero.


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