Il 2026 si apre per la scuola italiana con un clima fatto di attese, scadenze imminenti e decisioni che non possono più essere rimandate. Docenti, dirigenti, studenti e famiglie guardano ai prossimi mesi con la consapevolezza che molte partite decisive si giocheranno proprio quest’anno.
Tra riforme annunciate e misure ancora in fase di assestamento, il calendario scolastico del 2026 si presenta particolarmente denso. Dalle iscrizioni al rinnovo delle graduatorie, passando per la Carta del Docente, la Maturità e il contratto scuola, il nuovo anno concentra una serie di passaggi che avranno ricadute concrete sull’organizzazione delle scuole e sul lavoro quotidiano di chi ci opera.
Il primo appuntamento chiave è quello delle iscrizioni. A partire dal 13 gennaio si aprono le funzioni sulla piattaforma UNICA per l’iscrizione alle classi prime del prossimo anno scolastico, con scadenza fissata al 14 febbraio. Restano escluse dalla procedura telematica le scuole dell’infanzia, per le quali continua a valere la modalità cartacea.
Il 2026 segna anche un passaggio importante per la cosiddetta riforma del 4+2, con l’avvio dei percorsi quadriennali della filiera tecnologico-professionale dal prossimo anno scolastico 2026/2027. Un modello che punta a ridisegnare il rapporto tra scuola e mondo del lavoro, ma che richiederà un’attenta fase di monitoraggio.
Tra i temi più attesi dai docenti c’è senza dubbio la Carta del Docente, rimasta bloccata per mesi. Il 2026 dovrebbe rappresentare un punto di svolta: entro fine gennaio è previsto lo sblocco della misura, anche alla luce delle novità introdotte dal Decreto Scuola diventato legge a ottobre.
L’estensione della platea ai supplenti annuali e fino al 30 giugno, l’apertura all’acquisto di hardware e software con cadenza definita e l’introduzione di nuovi ambiti di utilizzo segnano un cambio di passo significativo. Resta però centrale il nodo delle tempistiche e della reale operatività della misura, che sarà definita dai decreti attuativi annuali.
Il 2026 sarà anche l’anno della prima applicazione concreta della riforma della Maturità. Cambiano le regole dell’orale, il numero delle materie coinvolte e il peso attribuito alla prova finale, con l’obiettivo dichiarato di rafforzare la serietà dell’esame di Stato.
Una riforma che ha già acceso il dibattito e che nei prossimi mesi dovrà dimostrare di saper coniugare rigore, equità e sostenibilità organizzativa per le scuole.
Il 2026 è un anno cruciale anche sul fronte delle graduatorie.
Le GPS verranno aggiornate per il biennio 2026–2028, con Ordinanza Ministeriale attesa entro febbraio. Sarà in quella sede che verranno definiti tempi, modalità e criteri di valutazione dei titoli, in un contesto che si preannuncia particolarmente competitivo.
Parallelamente, tra l’8 e il 22 gennaio, è previsto anche il rinnovo delle GaE, altro passaggio fondamentale per migliaia di docenti.
Tra le misure previste dalla Legge di Bilancio 2026 figura anche il contributo fino a 1.500 euro per le famiglie con ISEE entro i 30mila euro che scelgono una scuola paritaria. Un intervento che riapre il dibattito sul ruolo del sistema paritario all’interno dell’istruzione pubblica.
Lo sguardo va poi al 1° settembre 2026, data di entrata in vigore delle nuove Indicazioni nazionali per il primo ciclo, con programmi aggiornati e nuovi libri di testo.
Sul piano contrattuale, infine, il 2026 dovrebbe segnare l’avvio della trattativa per il rinnovo del contratto scuola 2025/2027, dopo la recente chiusura del precedente triennio. Un passaggio atteso, soprattutto sul fronte retributivo e delle condizioni di lavoro.
Il 2026 si configura quindi come un anno di transizione ma anche di scelte decisive. Molte delle misure annunciate dovranno finalmente trovare applicazione concreta, mentre docenti e scuole saranno chiamati ad adattarsi a un quadro normativo in evoluzione.
Più che di certezze, l’inizio del nuovo anno è fatto di attese. Ma è proprio nei prossimi mesi che si capirà se il 2026 sarà ricordato come l’anno delle svolte o come l’ennesimo anno di rinvii.